Sono oltre 386 milioni di euro le risorse disponibili per sostenere politiche e progetti rivolti alle persone con disabilità, con l’obiettivo di rafforzarne l’autonomia personale, promuovere la vita indipendente e favorire percorsi di inclusione sociale e lavorativa. A richiamare l’attenzione su questa opportunità è Confcooperative Terre d’Emilia, che nel comparto sociale rappresenta 190 cooperative, con oltre 9.000 soci e 10.700 occupati, e che ha deciso di mettere in campo una vera e propria task force di supporto per accompagnare cooperative, imprese ed enti del Terzo Settore nell’accesso alle misure disponibili.
“La misura – spiegano da Confcooperative Terre d’Emilia – non riguarda soltanto enti locali e cooperative sociali, ma può ampiamente mobilitare tutto il sistema imprenditoriale, a patto che le imprese siano coinvolte in reti territoriali che abbiano come capofila un Ente del Terzo Settore”. L’obiettivo è sostenere interventi che rafforzino l’autonomia delle persone con disabilità e sviluppino percorsi formativi, occupazionali e ricreativi, valorizzando competenze, capacità e talenti individuali.
In questo ambito la cooperazione sociale vanta un’esperienza consolidata. “In questo ampio alveo – evidenzia Confcooperative Terre d’Emilia – la cooperazione è attiva da decenni con strutture, servizi e migliaia di percorsi di inclusione lavorativa realizzati in collaborazione con il pubblico e con decine di imprese di ogni forma giuridica”. Proprio per facilitare l’accesso alle risorse disponibili, la centrale cooperativa ha attivato un gruppo di lavoro composto da esperti del Terzo Settore, del servizio finanziario, dell’area giuslavoristica e della consulenza societaria e amministrativa, operativi insieme a B.MORE, il centro servizi di Confcooperative Terre d’Emilia.
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 386,4 milioni di euro e prevedono contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 95% dei costi ammissibili, percentuale che sale al 100% nel caso degli enti locali. “Sono risorse a fondo perduto molto importanti – sottolinea Francesco Maccione, responsabile finanziario di Confcooperative e B.MORE – per finanziare interventi strutturali, investimenti produttivi, inclusione lavorativa e percorsi di autonomia che possono trovare un terreno molto fertile nei nostri territori, dove da sempre si registra una forte vocazione per progetti ad elevato impatto sociale”.
La misura nazionale si articola in tre linee di intervento. Il programma principale, denominato “Progetto di Vita”, dispone di 346,4 milioni di euro per finanziare interventi integrati che riguardano autonomia abitativa e inclusione lavorativa, con contributi che possono andare da 250.000 euro fino a 2 o 3 milioni di euro per singolo progetto. A questo si affianca la linea dedicata all’Agricoltura Sociale, con 20 milioni di euro destinati a progetti di inclusione lavorativa in ambito agricolo e agroalimentare, e un’ulteriore linea da 20 milioni di euro dedicata alle attività ricreative per bambini e giovani con disabilità, con contributi fino a 300.000 euro per iniziative educative e inclusive rivolte ai giovani fino ai 22 anni.
I progetti devono essere promossi da Enti del Terzo Settore, tra cui cooperative sociali, società benefit e imprese agricole sociali, mentre tutte le altre imprese possono partecipare come partner operativi, contribuendo allo sviluppo di nuovi siti produttivi inclusivi, all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e all’adeguamento di impianti e strutture. Le domande possono già essere presentate e saranno valutate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
“Considerando questo vincolo – conclude Francesco Maccione – invitiamo imprese ed enti del Terzo Settore ad attivarsi subito, perché intercettare queste risorse significa investire in inclusione, innovazione e sviluppo sostenibile del territorio”.