In uno scenario globale segnato da forti tensioni geopolitiche, l’Emilia-Romagna si conferma tra le economie più resilienti del Paese. Secondo l’aggiornamento di aprile degli scenari Prometeia elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, la regione sarà la prima in Italia per crescita del PIL sia nel 2026 che nel 2027, con un incremento previsto rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%.
Il quadro internazionale resta tuttavia incerto. Il recente rapporto del Fondo Monetario Internazionale evidenzia una revisione al ribasso delle stime di crescita globale, influenzata in particolare dalla guerra in Medio Oriente. Per l’Italia si prevede una crescita dello 0,5% nel 2026 e nel 2027, fanalino di coda tra le principali economie avanzate, mentre l’area euro si attesterà su valori superiori. In uno scenario più critico, caratterizzato da un’estensione del conflitto, non è escluso un rallentamento significativo fino a ipotesi recessive.
All’interno di questo contesto, l’economia emiliano-romagnola mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto al resto del Paese. I dati restano contenuti nella loro entità, ma significativi nel confronto nazionale. Il comparto industriale risente maggiormente delle criticità, con una crescita stimata dello 0,3% del valore aggiunto, penalizzata dall’aumento dei costi energetici e dalle difficoltà logistiche. I settori più esposti sono quelli energivori, come la ceramica, e le filiere lunghe della meccanica, mentre ambiti come il biomedicale e l’agroalimentare dimostrano una maggiore resilienza grazie alla solidità della domanda e al radicamento territoriale.
A sostenere la crescita sono soprattutto i servizi, in aumento dello 0,6%, trainati dal turismo di prossimità. L’incertezza internazionale e l’aumento dei costi dei voli favoriscono infatti le destinazioni più vicine, con la Riviera Romagnola e le città d’arte regionali che si confermano mete attrattive per il mercato domestico ed europeo. Anche gli investimenti tengono, con un incremento del 2% sostenuto dagli effetti del PNRR, mentre il comparto delle costruzioni beneficia ancora dei cantieri in corso, pur con prospettive di rallentamento nel 2027.
Le esportazioni crescono dell’1%, pur condizionate dal contesto internazionale e dall’effetto dei dazi. Sul fronte occupazionale, si registra una dinamica positiva, con circa 6mila occupati in più nel 2026 e un tasso di disoccupazione che si attesta al 4,2%.
“L’Emilia-Romagna tiene, ma lo scenario internazionale rappresenta un macigno sul nostro percorso di crescita – commenta il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Valerio Veronesi –. I margini delle imprese sono erosi da costi energetici elevati e complessità logistiche, mentre permane il rischio di nuove tensioni inflattive. In questo contesto sarà fondamentale proteggere l’equilibrio tra sviluppo economico e coesione sociale, consapevoli che è dalle imprese che passa la crescita della nostra regione”.