FEDERAZIONE BCC EMILIA-ROMAGNA, A STRASBURGO CONFRONTO CON L’EUROPA

FEDERAZIONE BCC EMILIA-ROMAGNA, A STRASBURGO CONFRONTO CON L’EUROPA

Missione istituzionale della Federazione regionale delle BCC al Parlamento europeo insieme a Federcasse: al centro il confronto sul futuro delle regole bancarie europee, il principio di proporzionalità e il ruolo economico e sociale delle banche cooperative nei territori.

giovedì 28 maggio 2026

Una missione di studio e confronto istituzionale nel cuore dell’Europa per ribadire il valore economico, sociale e territoriale del Credito Cooperativo. Dal 18 al 21 maggio la Federazione delle BCC dell’Emilia-Romagna, insieme a Federcasse e con il contributo di Fondosviluppo, ha promosso una missione tra Basilea e Strasburgo che ha coinvolto rappresentanti delle nove banche regionali aderenti, insieme al presidente della Federazione Mauro Fabbretti, al direttore Valentino Cattani e al direttore generale di Federcasse Sergio Gatti.

Il cuore della missione si è svolto al Parlamento europeo di Strasburgo, dove il confronto si è concentrato sulla revisione del quadro regolamentare bancario europeo e sulle richieste avanzate dal sistema del Credito Cooperativo italiano. Tra i temi al centro del dibattito, la necessità di riconoscere pienamente la funzione economico-sociale delle BCC, valorizzando il loro modello mutualistico, il radicamento territoriale e il sostegno a famiglie, PMI ed enti del Terzo Settore.

 

All’incontro hanno partecipato diversi europarlamentari italiani impegnati sui dossier economici e monetari, oltre a rappresentanti del mondo cooperativo e produttivo. Tra loro anche Giuseppe Guerini, presidente di Cooperatives Europe, e Francesca Brunori, Director of Financial Affairs di Confindustria. Nel corso della missione si è svolto inoltre un confronto con l’europarlamentare Stefano Bonaccini dedicato al piano europeo degli investimenti per i prossimi sette anni.

 

“La legislazione europea incide direttamente sull’economia reale, sulla capacità delle banche di accompagnare famiglie e piccole e medie imprese e sulla possibilità dei territori di continuare a crescere – ha sottolineato Mauro Fabbretti –. Le BCC non chiedono deroghe sulle regole di stabilità, ma norme più coerenti con la funzione che svolgono nei territori”.

 

Le richieste avanzate da Federcasse si concentrano in particolare sul riconoscimento delle BCC come soggetti dell’economia sociale, sull’innalzamento delle soglie previste per gli enti bancari piccoli e non complessi e sull’applicazione piena del principio di proporzionalità e adeguatezza nelle norme europee. Un percorso che, secondo il sistema del Credito Cooperativo, consentirebbe di rafforzare ulteriormente il sostegno all’economia reale, mantenendo al tempo stesso elevati standard di stabilità finanziaria.

 

“Le BCC raccolgono risparmio nei territori e lo trasformano in credito per famiglie, microimprese, artigiani, agricoltori e comunità locali – ha evidenziato Sergio Gatti –. Riconoscere concretamente questa specificità significa liberare risorse da destinare allo sviluppo delle comunità e alla coesione sociale”.