In una fase segnata da una crescente emergenza abitativa e da sempre maggiori difficoltà di accesso alla casa per famiglie, giovani e lavoratori, la cooperazione di abitazione rafforza il proprio ruolo sociale ed economico in Emilia-Romagna. È questa la fotografia emersa dall’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Emilia Romagna, svoltasi oggi al Palazzo della Cooperazione di Bologna e conclusasi con la riconferma di Marco Galante alla presidenza della Federazione regionale, che riunisce le cooperative di abitanti e le cooperative di comunità.
Nel quadriennio appena concluso, Confcooperative Habitat Emilia Romagna ha registrato una crescita del 60% degli addetti, arrivati oggi a quota 130, insieme ad un incremento del 5% del numero di cooperative aderenti, che salgono a oltre 60 realtà associate. La Federazione rappresenta inoltre 14.413 soci e un volume di fatturato superiore ai 33 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2021. L’assemblea, dal titolo “La giusta misura. Case, cooperative e luoghi nella nuova stagione dell’economia sociale”, ha rappresentato un momento di confronto sul ruolo della cooperazione di abitanti e delle cooperative di comunità nell’affrontare le trasformazioni economiche, sociali e territoriali della regione, a partire proprio dal tema della casa accessibile e dell’edilizia residenziale sociale (ERS).
“Viviamo una fase in cui il diritto alla casa è tornato ad essere una grande questione sociale, economica e territoriale – ha sottolineato il riconfermato Galante nella sua relazione –. Le pure logiche di mercato da un lato e l’intervento pubblico a sé stante dall’altro, non sono più sufficienti a rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità. Per questo il modello cooperativo e l’economia sociale possono rappresentare una risposta concreta, capace di tenere insieme accessibilità abitativa, coesione sociale e sviluppo dei territori”. Nato a Modena, classe 1962 (64 anni), Marco Galante è Direttore della Cooperativa Unioncasa di Modena, nonché Vicepresidente di Confcooperative Habitat nazionale.
Nel corso della mattinata sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Paglia, assessore della Regione Emilia-Romagna alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili, Davide Baruffi, assessore regionale a Programmazione strategica e Attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza, il presidente nazionale di Confcooperative Habitat Alessandro Maggioni e il vicepresidente nazionale e coordinatore del settore Cooperative di Comunità Alessandro Cardinali.
Galante ha dedicato ampio spazio alla necessità di rafforzare l’offerta di edilizia residenziale sociale e accessibile, evidenziando le difficoltà crescenti per giovani, famiglie e lavoratori nell’accesso alla casa, soprattutto nei grandi centri urbani. Al centro della relazione anche il tema del partenariato tra pubblico, cooperazione ed economia sociale per incrementare rapidamente l’offerta di alloggi a prezzi calmierati, oltre alla necessità di valorizzare gli strumenti previsti dal Piano europeo degli alloggi accessibili. “Non esistono soluzioni uniche o miracolose all’emergenza abitativa – ha aggiunto –. Serve invece una pluralità di azioni e strumenti, capaci di mettere insieme istituzioni, territori e soggetti dell’economia sociale. Le cooperative possono svolgere un ruolo decisivo proprio per la loro capacità di generare valore sociale e non mera estrazione di valore economico”.
Il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza ha sottolineato il ruolo sempre più strategico della cooperazione dell’abitare all’interno delle politiche territoriali e dell’economia sociale. “Il lavoro portato avanti in questi anni dalla Federazione dimostra come il modello cooperativo possa essere uno strumento concreto di sviluppo territoriale e coesione sociale, soprattutto in una fase segnata da forti disuguaglianze e difficoltà di accesso alla casa. Il tema dell’abitare riguarda oggi anche la tenuta delle comunità e il futuro delle aree interne: dobbiamo essere protagonisti della rigenerazione e della ripresa di questi territori fondamentali per la nostra regione e il Paese. Le Cooperative di Comunità sono in questo senso uno strumento importantissimo che speriamo possa essere affiancato anche dal modello dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG)”.
Tra i temi centrali del confronto proprio il ruolo delle Cooperative di Comunità, considerate uno degli strumenti più innovativi per contrastare spopolamento, desertificazione sociale e carenza di servizi nei territori marginali e montani. Un modello capace di mettere in relazione abitare, welfare, servizi di prossimità, attività produttive e coesione sociale. Oggi il sistema di Confcooperative Habitat Emilia Romagna conta 31 cooperative di comunità attive, con 944 soci, 95 occupati e un valore della produzione pari a 5,5 milioni di euro. Una presenza diffusa soprattutto nelle aree interne e montane della regione.
Nel corso dell’assemblea è stata inoltre ribadita la necessità di rafforzare il ruolo dell’economia sociale nelle politiche abitative e territoriali, anche attraverso strumenti capaci di sostenere l’edilizia residenziale sociale, la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato. Un confronto che si inserisce anche nel più ampio dibattito nazionale ed europeo sul diritto alla casa e sugli strumenti per garantire alloggi accessibili.
“La situazione che vediamo oggi in Emilia-Romagna, soprattutto nelle grandi città, è molto simile a quella che sta vivendo il resto del Paese. Da Milano a Roma, fino a Bologna, cresce la polarizzazione tra chi ha accesso alla casa e chi invece fatica sempre di più a trovarne una a costi sostenibili, mentre la finanziarizzazione dell’abitare rischia di trasformare case e città esclusivamente in un mercato. – questa la panoramica tracciata dal presidente di Confcooperative Habitat Nazionale, Alessandro Maggioni -. In questo quadro l’Emilia-Romagna continua a rappresentare una delle capitali della cooperazione italiana e un laboratorio particolarmente importante anche per il futuro dell’abitare cooperativo. La cooperazione può e deve rappresentare una risposta ancora più attuale, a condizione di saper coniugare capacità imprenditoriale e fedeltà ai propri valori fondativi. Le cooperative sono imprese a tutti gli effetti, ma sono anche strumenti capaci di produrre coesione sociale e risposte concrete ai bisogni delle persone. Per questo credo che ci sia ancora un grande futuro per la cooperazione dell’abitare, in Emilia-Romagna come nel resto del Paese”.
Ampio spazio è stato dedicato anche al percorso di confronto e collaborazione sviluppato in questi anni con la Regione Emilia-Romagna sui temi dell’abitare sociale, dell’edilizia residenziale sociale (ERS) e del sostegno alle comunità territoriali. Un dialogo che la Federazione considera strategico per costruire strumenti sempre più efficaci e risposte concrete ai bisogni abitativi emergenti.
“Il mondo delle cooperative di abitazione ha una grande storia nella nostra regione, un forte valore sociale ma soprattutto un grande futuro – ha dichiarato l’assessore alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia -. In una fase segnata da una crisi abitativa sempre più evidente, rilanciare modelli cooperativi, di condivisione e collaborazione nell’abitare può rappresentare uno degli strumenti più importanti che abbiamo non solo per garantire il diritto alla casa, ma anche per rafforzare e rivitalizzare le nostre comunità”.
“Il tema delle aree montane è fondamentale per la nostra regione e le Cooperative di Comunità rappresentano in questo senso uno strumento importante di rigenerazione sociale, economica e territoriale. I bandi regionali ci stanno dando risultati sempre più soddisfacenti e la nostra legge sulle Cooperative di Comunità sta funzionando bene, come dimostra il numero crescente di realtà che chiedono di entrare nell’albo regionale e partecipare ai percorsi di sostegno attivati dalla Regione. Sono esperienze che, pur tra molte difficoltà, riescono a creare servizi, opportunità e nuove forme di coesione nelle comunità locali – ha ribadito Davide Baruffi, assessore a Programmazione strategica e Attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne della Regione Emilia-Romagna -. Possiamo certamente migliorare ancora, ma oggi manca soprattutto una cornice nazionale che riconosca pienamente il valore delle Cooperative di Comunità anche dal punto di vista fiscale e amministrativo. Credo che proprio dall’Emilia-Romagna possa partire una proposta in questa direzione, anche grazie al lavoro sviluppato in questi anni dal mondo cooperativo e da Confcooperative”.