LAVORO, EMILIA-ROMAGNA IN CRESCITA MA RESTA IL GAP DI GENERE

LAVORO, EMILIA-ROMAGNA IN CRESCITA MA RESTA IL GAP DI GENERE

Presentato il Rapporto sul mercato del lavoro di ART-ER e dell’Osservatorio regionale: calano i Neet, aumentano gli occupati e i contratti a tempo indeterminato, ma l’occupazione femminile resta minore

lunedì 11 maggio 2026

L’Emilia-Romagna si conferma tra le regioni italiane con le migliori performance occupazionali, ma il mercato del lavoro continua a mostrare criticità, soprattutto sul fronte della disparità di genere. È quanto emerge dal nuovo Rapporto sul mercato del lavoro in Emilia-Romagna, realizzato da ART-ER e dall’Osservatorio del mercato del lavoro dell’Agenzia regionale per il lavoro, presentato nel corso della commissione Scuola dell’Assemblea legislativa regionale.

Nel 2025 il tasso di occupazione regionale nella fascia 20-64 anni sale al 77%, in crescita rispetto al 75,6% dell’anno precedente e superiore anche ai livelli pre-pandemia. Parallelamente diminuisce la disoccupazione, che passa dal 4,3% al 4,1%, mentre aumentano i contratti a tempo indeterminato e il lavoro a tempo pieno, segnali che indicano un rafforzamento qualitativo dell’occupazione.

 

Migliora anche la situazione dei giovani: i Neet, ovvero i ragazzi che non studiano e non lavorano, scendono dall’8,6% all’8,2%. Restano però fragilità soprattutto nella fascia under 25, mentre cresce il peso delle fasce di età più mature tra gli occupati, in linea con l’evoluzione demografica della regione.

 

A pesare maggiormente è ancora il divario occupazionale tra uomini e donne. Il tasso di occupazione maschile raggiunge l’84,3%, mentre quello femminile si ferma al 69,6%. Il gap si riduce leggermente rispetto all’anno precedente, ma resta superiore ai 14 punti percentuali, confermando una disuguaglianza strutturale ancora significativa.

 

Dal punto di vista settoriale, la crescita occupazionale è sostenuta soprattutto dai servizi e dalle costruzioni, mentre l’industria continua a mostrare maggiori difficoltà, anche a causa dell’aumento dei costi e del ricorso agli ammortizzatori sociali. Le imprese segnalano inoltre una crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, in particolare figure tecniche, operai specializzati e professionisti con competenze digitali avanzate.

Sul piano territoriale, quasi tutte le province emiliano-romagnole contribuiscono positivamente alla crescita regionale, ma il peso maggiore arriva dall’area metropolitana di Bologna, che da sola rappresenta oltre la metà dell’incremento complessivo dell’occupazione regionale.