L’aumento dei bisogni di salute mentale tra bambini e adolescenti e il contributo della cooperazione sociale alla presa in carico delle fragilità sono stati al centro dell’intervista a Antonio Buzzi, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, ospite negli studi RAI di Bologna della trasmissione “Buongiorno Regione”, andata in onda la mattina di giovedì 5 marzo. Nel corso del programma si è parlato della crescita degli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile e dell’importanza di rafforzare la collaborazione tra sistema pubblico e cooperazione sociale per rispondere a bisogni sempre più complessi.
“Gli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile sono quasi raddoppiati in poco più di dieci anni - ha spiegato Buzzi -. Parliamo di disturbi d’ansia, del comportamento alimentare, ma anche dello spettro autistico e di ADHD. Crescono quindi i bisogni di salute mentale tra bambini e adolescenti e in questo ambito le cooperative sociali svolgono un ruolo fondamentale nella presa in carico delle persone”.
Nel campo della salute mentale le cooperative sociali offrono un’ampia gamma di servizi. “Abbiamo cooperative specializzate che operano dall’educativa di strada al supporto scolastico – ha sottolineato Buzzi – fino a servizi più strutturati come comunità educative, comunità integrate e centri residenziali dedicati alla salute mentale”. Si tratta di interventi realizzati prevalentemente in integrazione con il sistema pubblico: l’accesso ai servizi avviene infatti attraverso le strutture sanitarie, come la neuropsichiatria infantile e le ASL, oltre che tramite comuni e istituzioni locali.
Un aspetto cruciale riguarda la diagnosi precoce e la consapevolezza delle famiglie. “È importantissima una presa in carico tempestiva - ha ricordato Buzzi -. Le famiglie non devono negare l’esistenza di un problema ma rivolgersi subito ai servizi, perché intervenire presto consente ai bambini di costruire in futuro una vita più autonoma”. I dati regionali indicano che quasi un minore su dieci tra 0 e 17 anni presenta disturbi neuropsichiatrici, un fenomeno che richiede risposte sempre più integrate tra sanità, servizi sociali e comunità.
La crescita dei bisogni di salute mentale tra i più giovani è stata anche al centro del recente confronto promosso da Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna con il convegno “Esperienze di salute mentale in Emilia-Romagna”, ospitato al Palazzo della Cooperazione di Bologna. In quell’occasione sono stati presentati anche i dati della Regione Emilia-Romagna, secondo cui gli assistiti nei servizi di neuropsichiatria infantile sono passati da 38.031 nel 2011 a oltre 66.000 nel 2024, con un incremento superiore al 73%. Numeri che confermano la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e cooperazione sociale. “È necessario aumentare la coprogrammazione e la coprogettazione con la Regione e con il sistema delle ASL – ha spiegato Buzzi –. Questo aumento dei bisogni ci preoccupa anche in prospettiva: questi bambini diventeranno adulti e dobbiamo costruire fin da ora percorsi personalizzati che consentano loro di realizzare i propri progetti di vita”. In questo percorso la cooperazione sociale contribuisce non solo alla cura, ma anche all’inclusione sociale, attraverso opportunità di lavoro, relazioni e accesso alla casa.
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