de pascale solo alla fine BANCHE DI COMUNITÀ, A RIMINI LE BCC RILANCIANO IL VALORE DELL'INNOVAZIONE

de pascale solo alla fine BANCHE DI COMUNITÀ, A RIMINI LE BCC RILANCIANO IL VALORE DELL'INNOVAZIONE

Al convegno della Federazione BCC dell'Emilia-Romagna il confronto tra innovazione tecnologica, mutualità e sviluppo dei territori. Gardini: "Le cooperative hanno innovato proprio perché non hanno mai smesso di essere comunità". 

sabato 17 ottobre 2026

Innovare senza perdere la propria identità, investendo nelle tecnologie ma soprattutto nelle persone e nelle relazioni. È il messaggio emerso dal convegno annuale della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia-Romagna, dal titolo "Banche di comunità tra neo-umanesimo e innovazione. Innovare restando umani senza perdere l'identità", svoltosi sabato 17 ottobre al Grand Hotel di Rimini, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, bancario, accademico e cooperativo.
 

Un appuntamento che ha messo al centro il ruolo delle BCC come presidio economico e sociale dei territori, in una fase segnata dalla trasformazione digitale del sistema bancario e dal progressivo arretramento degli sportelli degli altri istituti di credito. Una riflessione che ha trovato particolare forza nelle parole di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, intervenuto alla tavola rotonda conclusiva.

"Le banche di comunità e le cooperative condividono la stessa matrice: nascono per rispondere a un bisogno reale di persone reali, in un territorio preciso", ha dichiarato Gardini, ricordando come in oltre 800 Comuni italiani le banche cooperative rappresentino l'unica forma di credito presente. Una funzione che trova un parallelo nelle cooperative di comunità, spesso unico presidio imprenditoriale capace di rispondere ai bisogni delle aree interne, dei territori fragili e di quelli interessati dallo spopolamento.
 

"Quando si parla di futuro, il rischio è pensare che identità e innovazione siano in conflitto. La nostra storia dimostra il contrario: le cooperative hanno innovato proprio perché non hanno mai smesso di essere comunità", ha aggiunto il presidente nazionale, anticipando che il rapporto tra cooperazione, sviluppo territoriale ed economia sociale sarà tra i temi del Festival dell'Economia Sociale, in programma a Forlì dal 12 al 14 novembre, organizzato da Confcooperative insieme a E-Ius e Terzjus.
 

BCC EMILIA-ROMAGNA, CRESCONO SPORTELLI, SOCI E FINANZIAMENTI

La centralità della prossimità emerge anche dai numeri delle nove BCC aderenti alla Federazione regionale. Al 30 giugno 2026 gli sportelli hanno raggiunto quota 352, cinque in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una presenza in 164 Comuni. I soci sono saliti a 157.046, in aumento del 2,2% su base annua, mentre gli impieghi a famiglie e imprese hanno raggiunto 14,6 miliardi di euro, con una crescita del 4,5%.

La raccolta diretta si mantiene stabile a 17,5 miliardi di euro e aumenta anche l'occupazione, con circa 2.900 dipendenti e un incremento dell'1,9% nel primo semestre dell'anno.

"L'innovazione non è un'opzione ma una trasformazione che dobbiamo saper governare", ha sottolineato Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC dell'Emilia-Romagna, aprendo i lavori. "La nostra sfida è coglierne tutte le opportunità senza perdere ciò che ci rende differenti: il primato della persona, la conoscenza dei territori, la relazione, la mutualità e la responsabilità verso le comunità".

Fabbretti ha richiamato anche il significato della presenza fisica delle banche cooperative: "Una filiale non è soltanto un luogo nel quale si effettuano operazioni bancarie: è un presidio di relazione, di conoscenza, di fiducia". Una scelta che non si contrappone alla digitalizzazione, ma consente di accompagnarla mantenendo un rapporto diretto con famiglie, artigiani e piccole imprese.
 

INNOVAZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DELLE PERSONE

Il confronto si è concentrato sulle opportunità e sulle responsabilità legate alla trasformazione tecnologica. Nel triennio 2026-2028, i due gruppi bancari cooperativi BCC Iccrea e Cassa Centrale Banca prevedono complessivamente circa 650 milioni di euro di investimenti in tecnologia e innovazione, accompagnati da oltre 3.100 nuovi ingressi.

Il Piano Strategico del Gruppo BCC Iccrea comprende 340 milioni di euro di investimenti tecnologici, oltre 60 progetti di trasformazione digitale e circa 2.500 assunzioni. Il Gruppo Cassa Centrale Banca prevede invece circa 300 milioni di euro di investimenti e oltre 650 nuovi ingressi, insieme a programmi di sviluppo delle competenze.
 

Questi temi sono stati approfonditi nella tavola rotonda "Le banche nell'era digitale e dell'AI", con Romano Stasi di ABI Lab, Andrea Coppini di Iccrea Banca e Paolo Sacco di Cassa Centrale Banca. Al centro, la necessità di utilizzare le nuove tecnologie per migliorare i servizi e liberare risorse da destinare alla consulenza e alla relazione con i clienti.

Il rapporto tra progresso tecnologico e centralità della persona è stato affrontato anche nel dialogo tra gli economisti Stefano Zamagni e Leonardo Becchetti, coordinato da Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse.

"Il movimento cooperativo, Credito Cooperativo incluso, rappresenta nei fatti la più potente ed efficace barriera" al rischio di organizzare la società come se l'essere umano fosse diventato superfluo, ha osservato Zamagni, richiamando la necessità di recuperare la cultura cooperativa e di riconoscere il primato della cooperazione sulla competizione. Una prospettiva che riguarda anche la dignità del lavoro e la partecipazione delle persone alle decisioni.
 

Becchetti ha invece evidenziato come la specificità del Credito Cooperativo risieda nella capacità di mantenere e far crescere la ricchezza nei territori, grazie alla conoscenza diretta delle persone e delle imprese. "L'algoritmo deve essere uno strumento per migliorare la conoscenza e il rapporto diretto con le persone, non sostituirsi alla relazione umana", ha spiegato, indicando nella fiducia e nella speranza due condizioni fondamentali per gli investimenti e lo sviluppo economico.
 

ECONOMIA SOCIALE, IL RUOLO DEL CREDITO COOPERATIVO

Un altro tema centrale del convegno è stato il contributo delle BCC all'economia sociale, approfondito da Gabriele Sepio, coordinatore dei gruppi di lavoro ministeriali sul Piano d'azione del Governo italiano per l'Economia sociale.

"L'economia sociale è prima di tutto economia e deve vedersi riconosciuta pari dignità rispetto agli altri modelli che operano sul mercato", ha dichiarato Sepio, sottolineando la doppia funzione delle Banche di Credito Cooperativo: essere parte integrante dell'economia sociale e, contemporaneamente, sostenerne lo sviluppo attraverso il finanziamento di imprese, persone e comunità.

Per Sepio, questa specificità richiede strumenti fiscali e finanziari adeguati, capaci di riconoscere la destinazione collettiva della ricchezza prodotta dalle cooperative e delle riserve indivisibili. Da qui la necessità di tradurre i principi del Piano nazionale in politiche strutturali, prevedendo anche uno spazio stabile per l'economia sociale nella legge di Bilancio.

La questione è stata ripresa nella tavola rotonda conclusiva da Augusto dell'Erba, presidente di Federcasse, che ha richiamato il valore della mutualità nel sistema economico e sociale.
 

"Non c'è sviluppo senza coesione sociale", ha affermato dell'Erba, ricordando che le BCC, in quanto imprese a mutualità prevalente, rappresentano uno degli strumenti più efficaci di coesione territoriale. Un modello che, secondo il presidente di Federcasse, deve trovare un adeguato riconoscimento anche nelle scelte di politica economica, a partire dalla legge di Bilancio. "Le BCC si trovano in una posizione differente rispetto agli altri istituti bancari, perché i nostri profitti non si traducono in utili distribuiti individualmente", ha sottolineato, auspicando una soluzione che tenga conto di questa peculiarità.
 

IL FUTURO DELLE BANCHE DI COMUNITÀ

La tavola rotonda conclusiva, intitolata "Possiamo davvero innovare restando umani?", ha riunito Gardini, dell'Erba, Giorgio Fracalossi, presidente del Gruppo bancario Cassa Centrale Banca, e Giuseppe Maino, presidente del Gruppo BCC Iccrea.

Dal confronto è emersa una prospettiva condivisa: l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie devono rappresentare strumenti per rafforzare la capacità delle BCC di rispondere ai bisogni delle persone, senza sostituire la relazione umana e la conoscenza dei territori.

Maino ha ribadito che per il Gruppo BCC Iccrea l'intelligenza artificiale rappresenta una leva di trasformazione, non un obiettivo fine a sé stesso, mentre Fracalossi ha sottolineato la necessità di preservare la capacità di giudizio delle persone e la responsabilità delle decisioni.

Il convegno si è concluso con l'anteprima del Premio "Doriana Lamborghini - Persone, Parità e Cooperazione", presentato da Barbara Camporeale, vicepresidente dell'associazione iDEE - Donne del Credito Cooperativo. Dedicato alla memoria di una pioniera della presenza femminile ai vertici del Credito Cooperativo italiano, il riconoscimento intende sostenere progetti concreti nei territori dell'Emilia-Romagna e sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane.
 

A ribadire il valore del Credito Cooperativo per lo sviluppo regionale è stato anche Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, che ha richiamato l'importanza di coniugare innovazione tecnologica, competitività e coesione sociale, valorizzando il ruolo delle BCC nel sostegno a famiglie, imprese e comunità locali. "L'innovazione è una sfida che riguarda tutto il nostro sistema economico e sociale, ma non può essere considerata un obiettivo in sé: deve servire a migliorare la vita delle persone, creare opportunità e rafforzare le comunità", ha dichiarato de Pascale, sottolineando la necessità di accompagnare la trasformazione digitale senza perdere il legame con i territori e garantendo che i benefici dell'innovazione raggiungano tutti, senza lasciare indietro nessuno.