ECONOMIA SOCIALE, A FORLÌ IL PRIMO FESTIVAL NAZIONALE

ECONOMIA SOCIALE, A FORLÌ IL PRIMO FESTIVAL NAZIONALE

Promossa dalla Fondazione Economia Sociale, costituita da Confcooperative, E-Ius e Terzjus, la tre giorni riunirà istituzioni, imprese, mondo accademico e rappresentanze per discutere le prospettive future.

martedì 13 ottobre 2026

Forlì ospiterà dal 12 al 14 novembre 2026 la prima edizione del Festival dell'Economia Sociale, un nuovo appuntamento nazionale dedicato al ruolo e alle prospettive di un modello che in Europa rappresenta l'8% del PIL, coinvolge 3 milioni di imprese e occupa 13,8 milioni di lavoratori. Promossa dalla Fondazione Economia Sociale, costituita da Confcooperative, E-Ius e Terzjus, l'iniziativa nasce per mettere a confronto istituzioni, politica, mondo della ricerca, organizzazioni di rappresentanza e imprese sulle opportunità di sviluppo dell'economia sociale e sulle politiche necessarie a valorizzarne il contributo.

"Un Piano che genera valore. Dalla complessità al sistema" è il titolo scelto per la tre giorni, che si inserisce nel percorso avviato con il Piano d'azione nazionale per l'economia sociale, attraverso il quale l'Italia ha dato seguito agli indirizzi definiti dall'Unione europea. Un passaggio che apre nuove prospettive per il riconoscimento e il rafforzamento di un sistema imprenditoriale caratterizzato dalla centralità delle persone, dalla mutualità e dal radicamento territoriale.

 

"L'economia sociale, prima ancora che sociale, è economia. Non è un settore che compensa o che affianca il mercato: è una componente stabile del sistema economico del Paese, che completa le possibilità di sviluppo e di benessere di una nazione", dichiarano Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, Gabriele Sepio, direttore scientifico del Festival ed esponente di E-Ius, e Luigi Bobba, presidente di Terzjus.

 

Il Festival intende contribuire a un cambio di prospettiva: superare una visione dell'economia sociale come ambito prevalentemente assistenziale, riconoscendone pienamente la dimensione produttiva e il ruolo nello sviluppo economico, nell'occupazione e nella coesione delle comunità. La sfida, sottolineano i promotori, è passare dal riconoscimento culturale alla costruzione di un sistema organico di politiche pubbliche, capace di tenere conto della complessità e delle specificità delle diverse organizzazioni che compongono il settore.

 

Un universo articolato che comprende cooperative, imprese sociali, società di mutuo soccorso, mutue assicuratrici, fondazioni, associazioni e altre realtà del privato sociale. Forme giuridiche e modelli organizzativi differenti, accomunati dalla scelta di mettere al centro le persone e i territori, producendo valore economico da reinvestire in funzione dell'interesse collettivo e della mutualità, anziché privilegiare la distribuzione degli utili.

 

Accanto alla cooperazione e agli enti del Terzo settore, il confronto coinvolgerà anche gli enti sportivi dilettantistici e gli enti religiosi, il credito cooperativo, le fondazioni di origine bancaria e il mondo della filantropia. L'obiettivo è favorire una visione d'insieme delle diverse componenti dell'economia sociale, rafforzandone le connessioni e la capacità di contribuire alle politiche di sviluppo.

 

I numeri restituiscono la rilevanza economica e occupazionale di questo sistema. Secondo i dati richiamati dai promotori, in Europa l'economia sociale rappresenta l'8% del PIL, con 3 milioni di imprese e 13,8 milioni di lavoratori, dei quali 4,7 milioni occupati nelle cooperative. Un peso che ha portato l'Unione europea a riconoscerla tra i 14 ecosistemi imprenditoriali e industriali strategici per il continente.

 

Anche in Italia la cooperazione costituisce una componente fondamentale del tessuto produttivo: 60mila cooperative danno lavoro a 1,3 milioni di persone e rappresentano l'8% del PIL nazionale, secondo i dati riportati nel comunicato. Un patrimonio imprenditoriale che si distingue anche per la capacità di mantenere attività, occupazione e valore economico nei territori, contribuendo alla tenuta delle comunità e alla continuità dei servizi.

 

È proprio questa relazione tra dimensione economica e impatto sociale a rappresentare uno dei temi centrali del Festival. Le organizzazioni dell'economia sociale operano infatti in una pluralità di settori e svolgono un ruolo che va oltre la risposta ai bisogni sociali, contribuendo alla produzione di beni e servizi, alla creazione di lavoro e allo sviluppo di opportunità economiche anche nei territori più fragili.

 

La scelta di promuovere un appuntamento nazionale dedicato al settore si colloca dunque in una fase significativa, segnata dalla crescente attenzione delle istituzioni europee e nazionali e dalla necessità di tradurre il nuovo quadro di riferimento in strumenti concreti di sostegno e sviluppo.

 

Dal 12 al 14 novembre Forlì diventerà così un luogo di confronto tra istituzioni nazionali ed europee, rappresentanze economiche e sociali, università, centri di ricerca, imprese e cittadini, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una visione condivisa dell'economia sociale e del suo ruolo nelle politiche pubbliche.

 

La prima edizione del Festival si propone, in particolare, di valorizzare le differenze tra le organizzazioni che compongono questo sistema, individuando al tempo stesso le condizioni per rafforzarne il riconoscimento, le collaborazioni e la capacità di generare sviluppo e benessere collettivo.