L'arte come strumento di espressione, inclusione e benessere, capace di valorizzare le competenze e le sensibilità di ciascuno. È il percorso al centro di "Serotinìa: forme di un possibile", la nuova mostra del Collettivo Terzo Corpo, nato all'interno del centro socio-occupazionale Ecocreativo di Rubiera, gestito dalla cooperativa sociale L'Ovile. L'esposizione sarà inaugurata venerdì 16 ottobre alle ore 18, con un'azione performativa, negli spazi di via Farini 1, nel centro storico di Reggio Emilia, e resterà aperta fino al 7 novembre.
Dopo la mostra "Esperanto" e lo spettacolo con relativo cortometraggio "Come la neve", realizzati nel 2025, il Collettivo torna a incontrare il pubblico con un progetto dedicato alla ceramica. Un linguaggio artistico che diventa occasione di ricerca condivisa e di incontro tra persone con esperienze e competenze differenti, comprese diverse persone con fragilità.
Il titolo richiama il fenomeno naturale della serotinia, una condizione di latenza nella quale alcune strutture rimangono chiuse fino a quando uno stimolo esterno non ne determina l'apertura. Un'immagine che il Collettivo ha scelto per raccontare il processo creativo e la capacità delle relazioni di far emergere nuove possibilità espressive.
"In natura la Serotinìa è una latenza, una resistenza minerale che non cede alla stasi e attende l'impatto con l'altro per liberare la forma", spiega Emanuele Mussini, responsabile del laboratorio socio-occupazionale Ecocreativo. "Così è la ceramica, entrata nella ricerca del Collettivo non come scelta tecnica, ma come necessità, perché è una materia che conserva la memoria del gesto, accoglie l'errore, registra il tempo del fare e trasforma un processo di pensiero condiviso in una presenza fisica".
Il Collettivo Terzo Corpo, attivo dal 2025, coinvolge molti dei 34 ospiti del centro Ecocreativo in una pratica artistica interdisciplinare che comprende teatro, grafica, illustrazione, ceramica, installazioni e performance. Ogni progetto nasce da un processo di creazione collettiva, nel quale intuizioni e sensibilità individuali contribuiscono alla costruzione di un'opera comune.
"È un'idea di welfare culturale in cui l'arte diventa strumento di benessere e di valorizzazione di possibilità espressive personali latenti, ma anche un'occasione di confronto tra i partecipanti e di socializzazione", sottolinea Mussini. Un percorso che si sviluppa anche attraverso le collaborazioni con artisti, associazioni, realtà pubbliche e private e altre cooperative sociali del territorio.
L'obiettivo è proporre al pubblico non una rappresentazione della fragilità, ma opere capaci di raccontare identità, esperienze, competenze e relazioni, riconoscendo alle persone coinvolte un ruolo attivo nella produzione culturale.
La mostra si articola in quattro sale espositive e comprende 35 opere in ceramica, quattro installazioni ambientali e un totem scultoreo. Le opere ceramiche sono realizzate in terraglia bianca, con lavorazioni a ingobbi e finiture in cristallina. Il percorso comprende inoltre la proiezione del cortometraggio "Come la neve" (2025, 19 minuti), diretto da Francesca Catellani e prodotto da Ecocreativo, L'Ovile e Coressai. Il film rielabora l'omonimo spettacolo teatrale, ispirato alla fiaba di Biancaneve, attraverso i temi della trasformazione, della relazione e della crescita collettiva.
L'iniziativa rientra in "Crescere Comunità", il ciclo di appuntamenti promosso annualmente dalla cooperativa L'Ovile sui temi dell'impatto sociale, dell'inclusione, del benessere e della sostenibilità, ed è inserita nel programma della Settimana della Salute Mentale.
La mostra "Serotinìa: forme di un possibile" sarà visitabile gratuitamente fino al 7 novembre, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 10.30, il mercoledì e il venerdì anche dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 9.30 alle 19.