Mentre la campagna bieticolo-saccarifera 2026 muove i primi passi con risultati incoraggianti, Coprob Italia Zuccheri guarda già alla prossima stagione. Il Consiglio di amministrazione della cooperativa ha infatti approvato un pacchetto di incentivi destinato ai soci conferenti che sottoscriveranno entro settembre l'impegno di coltivazione per il 2027, con l'obiettivo di raggiungere i 25 mila ettari previsti dal piano industriale e consolidare la filiera dello zucchero 100% italiano.
Le prime indicazioni dalla campagna in corso sono positive, nonostante un'estate caratterizzata da temperature elevate. La lavorazione anticipata dei terreni ha infatti contribuito a migliorare la resistenza della coltura allo stress climatico, consentendo di ottenere buoni risultati sia sul piano qualitativo sia produttivo.
Particolarmente soddisfacente l'andamento della produzione biologica, che conferma un'elevata produttività lorda vendibile, buoni pesi e un'elevata polarizzazione, con punte di redditività comprese tra 4 e 5 mila euro per ettaro. Anche la raccolta convenzionale, appena avviata, evidenzia buone concentrazioni di saccarosio, con valori di polarizzazione che in alcuni casi superano il 18%, prospettando un quadro economico favorevole per le aziende agricole.
Per sostenere lo sviluppo della filiera, Coprob ha definito una campagna promozionale valida dal 1° agosto al 30 settembre, che prevede un premio sul futuro prezzo della barbabietola 2027, uno sconto sull'acquisto delle sementi per i soci e analisi gratuite del terreno e dei nematodi per le aziende SQNPI e biologiche. Il pacchetto potrà generare un beneficio economico fino a 150 euro per azienda.
"Riteniamo importante incentivare economicamente i produttori per consentire loro di poter contare su uno stimolo in più per puntare sulla barbabietola e su una filiera così distintiva come quella dello zucchero di qualità certificata italiano al 100%", commenta il presidente di Coprob Italia Zuccheri, Luigi Maccaferri.
L'iniziativa si inserisce nel percorso di sviluppo delineato dal piano industriale della cooperativa, che punta ad ampliare le superfici coltivate e a riportare a pieno regime anche lo stabilimento di Pontelongo, oggi operativo per il confezionamento, insieme a quello di Minerbio.