ECONOMIA SOCIALE, FIRMATO IL NUOVO PATTO PER L'EMILIA-ROMAGNA

ECONOMIA SOCIALE, FIRMATO IL NUOVO PATTO PER L'EMILIA-ROMAGNA

Confcooperative Emilia Romagna tra i firmatari del nuovo Patto regionale per il Lavoro, il Clima e l'Economia sociale. Il presidente Milza: "Un passaggio importante, ora gli impegni condivisi devono diventare scelte concrete".

martedì 8 settembre 2026

"In una fase particolarmente complessa per le imprese, tra l'aumento dei costi energetici legato alle tensioni internazionali e una nuova rivoluzione tecnologica che sta trasformando il modo di produrre e lavorare, è fondamentale saper guidare i cambiamenti". Così Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, (al centro nella foto in copertina) commenta la firma del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l'Economia sociale, sottoscritto a Bologna il 9 settembre 2026 nell'aula Guido Fanti dell'assemblea legislativa al termine di mesi di confronto tra Regione, istituzioni locali e rappresentanze economiche e sociali.

Un nuovo accordo che aggiorna l'esperienza avviata con il Patto per il Lavoro del 2015 e proseguita nel 2020 con il Patto per il Lavoro e per il Clima, adeguando le priorità regionali alle profonde trasformazioni economiche, sociali e ambientali degli ultimi anni. Se allora al lavoro si era affiancata la sfida climatica, nel 2026 entra esplicitamente nella strategia regionale anche l'economia sociale.
 

"L'ingresso dell'economia sociale nel Patto rappresenta un passaggio particolarmente significativo, perché colloca questo modello a pieno titolo nella strategia di sviluppo dell'Emilia-Romagna – sottolinea Milza –. Significa riconoscere che competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale sono parti dello stesso progetto e che la capacità delle comunità di organizzarsi e dare risposte può contribuire ad affrontare fragilità molto diverse: dall'inclusione lavorativa alla tenuta delle aree interne, fino alle trasformazioni demografiche e ai nuovi bisogni sociali".
 

Il nuovo Patto punta infatti a tenere insieme sviluppo e competitività delle imprese, lavoro di qualità, innovazione, transizione ecologica e digitale e contrasto alle disuguaglianze sociali e territoriali. Tra le priorità individuate figurano anche la tutela della sanità pubblica, la sicurezza del territorio di fronte agli effetti della crisi climatica, l'accesso alla casa, la tenuta delle filiere produttive in un contesto internazionale instabile e le trasformazioni demografiche.

Una scelta che il presidente della Regione Michele de Pascale (a sx nella foto in copertina) e il vicepresidente Vincenzo Colla (a dx nella foto in copertina) hanno ricondotto alla volontà di "guidare il cambiamento, non subirlo, mettendo insieme forze e intelligenza collettiva per il bene comune". Con l'ingresso dell'economia sociale nel Patto, hanno sottolineato, la Regione punta a dimostrare che "sviluppo, tutela dell'ambiente e coesione sociale possono e devono camminare insieme", sostenendo il lavoro di qualità, riducendo i divari territoriali e dando maggiore protagonismo alle nuove generazioni.

In questo quadro, l'economia sociale assume un ruolo ancora più centrale nella strategia regionale, anche nella prospettiva di rafforzare contemporaneamente coesione, capacità di risposta ai nuovi bisogni e sviluppo dei territori.
 

Per Confcooperative si tratta di un riconoscimento importante del ruolo che cooperazione ed economia sociale possono svolgere non soltanto nella risposta ai bisogni sociali, ma anche nella produzione di lavoro e servizi, nell'innovazione e nella tenuta delle comunità e dei territori.

Anche il sottotitolo scelto per il nuovo Patto, "Insieme, con cura", assume per Milza un significato preciso: "Indica un'idea di sviluppo che si costruisce attraverso la partecipazione e misura la propria qualità anche nella capacità di non lasciare indietro territori, persone e comunità. Ora questo riconoscimento dovrà tradursi sempre di più nelle politiche, negli strumenti e negli investimenti della Regione".
 

La Regione individua inoltre tra gli obiettivi del nuovo Patto la necessità di ricucire il rapporto tra centri e periferie, tra pianura e montagna, costruendo uno sviluppo sostenibile fondato su imprese solide e lavoro di qualità e capace di affrontare le disuguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali e territoriali.

Confcooperative Emilia Romagna ha contribuito nei mesi scorsi alla costruzione del documento, portando le istanze e le proposte della cooperazione anche attraverso il confronto e il lavoro comune nell'Alleanza delle Cooperative Italiane dell'Emilia-Romagna. Con la firma si apre ora la fase dell'attuazione.
 

"Come Confcooperative Emilia Romagna saremo impegnati affinché questa impostazione trovi concreta attuazione – conclude Milza –. La firma di oggi è sì da celebrare ma rimane un punto di partenza: ora occorre dare continuità a questo metodo e trasformare gli impegni condivisi in scelte concrete".

Leggi il comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna QUI!

Documenti da scaricare