L’Emilia-Romagna accelera sull’economia sociale: è la prima regione italiana a dotarsi di una strategia integrata allineata al Seap europeo (Social economy action plan) e al Piano d’azione nazionale promosso dal Governo. È quanto emerso al consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna, riunitosi ieri pomeriggio al Palazzo della Cooperazione di Bologna alla presenza del vicepresidente della Regione Vincenzo Colla (nella foto in copertina) ella e del direttore generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese della Regione, Roberto Ricci Mingani. Si è trattato del primo appuntamento a livello confederale dopo la conclusione delle assemblee delle sette Federazioni di settore che, tra marzo e maggio, hanno coinvolto oltre 750 cooperatori nel rinnovo degli organismi dirigenti.
Al centro in consiglio regionale, il percorso che la Regione ha avviato per fare dell'economia sociale uno degli asset strategici del proprio modello di sviluppo. Prima Regione italiana a istituire una delega specifica sul tema (affidata proprio a Colla), l’Emilia-Romagna ha successivamente approvato in Giunta gli Indirizzi strategici per l'economia sociale aprendo la fase attuativa con un primo bando da 5 milioni di euro destinato a sostenere la nascita di ecosistemi territoriali innovativi, fondati sulla collaborazione tra enti locali, soggetti dell'economia sociale, imprese e sistema della ricerca. Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con la definizione della legge regionale sull'economia sociale e che si inserisce nel quadro del nuovo Patto per l'Emilia-Romagna.
"L'Emilia-Romagna ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio nazionale dell'economia sociale - commenta il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza -. La scelta della Regione conferma che oggi è possibile immaginare un modello di sviluppo capace di tenere insieme competitività, innovazione, qualità del lavoro e coesione sociale. È una sfida che riguarda l'intero sistema regionale e nazionale e che la cooperazione sente profondamente propria, perché questi principi fanno parte della nostra identità e del nostro modo di fare impresa da sempre."
La costruzione di ecosistemi territoriali fondati sulla collaborazione tra soggetti diversi trova nella cooperazione un interlocutore naturale. Grazie a una presenza che attraversa l'agroalimentare, il welfare, la sanità, l'abitare, i servizi, la cultura, il consumo e il credito, il sistema Confcooperative Emilia Romagna è in grado di far dialogare tra loro filiere, competenze e territori, favorendo progettualità condivise tra soggetti dell'economia sociale, imprese, istituzioni e mondo della ricerca.
"La nostra forza è l'intersettorialità – aggiunge Milza -. Mettere in relazione esperienze e imprese che operano in ambiti diversi fa parte del modo in cui la cooperazione costruisce sviluppo ogni giorno. È questa capacità di fare rete che vogliamo mettere a disposizione della nuova strategia regionale. Il coinvolgimento del sistema produttivo for profit e del mondo della ricerca, previsto in questo primo importante bando, rappresenta un elemento qualificante; allo stesso tempo, sarà importante che il percorso regionale avviato continui a dare concreta e piena attuazione al riconoscimento dell'economia sociale, valorizzando pienamente i soggetti protagonisti individuati nella Raccomandazione europea e nel Piano nazionale".
A raccogliere le riflessioni è stato il vicepresidente Colla, che nel suo intervento in consiglio ha approfondito il percorso avviato dalla Regione e le prospettive della nuova fase attuativa.
"L'economia sociale è una scelta strategica per il futuro dell'Emilia-Romagna. Vogliamo costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme competitività, coesione sociale e innovazione, perché oggi non possono più essere percorsi separati – ha sottolineato Colla -. Il primo bando da 5 milioni di euro dedicato agli ecosistemi territoriali innovativi segna un cambio di approccio: non vogliamo distribuire risorse, ma costruire progettualità condivise, nelle quali enti locali, economia sociale, imprese e sistema della ricerca definiscano insieme le risposte ai bisogni dei territori. A questa visione affianchiamo anche un investimento sulle competenze: nei prossimi giorni in Giunta avvieremo il percorso per la nascita dell'ottava Fondazione ITS dell'Emilia-Romagna, dedicata ai servizi, mettendo insieme mondo profit e non profit. Abbiamo bisogno di formare una nuova generazione di professionisti capaci di progettare, innovare e accompagnare la crescita dell'economia sociale. Sono certo che la cooperazione davanti a queste nuove sfide sarà una preziosa alleata"
Il consiglio regionale è stato infine l'occasione per presentare la nuova edizione di Lettera dalla Cooperazione, l'house organ di Confcooperative Emilia Romagna che, per l'occasione, è stato stampato e distribuito ai partecipanti. Il numero propone uno speciale dedicato alle assemblee regionali delle Federazioni. Dall'economia sociale all'innovazione, dall'intelligenza artificiale all'integrazione tra settori, la pubblicazione raccoglie e approfondisce le principali sfide emerse durante il percorso assembleare e rilanciate nel Consiglio regionale come priorità per i nuovi mandati.