Si è svolta a Pesaro, presso la cooperativa associata T41B, l’Assemblea dei Soci del CSR – Consorzio Sociale Romagnolo, realtà consortile che riunisce 43 cooperative sociali di tipo B aderenti a Confcooperative e Legacoop e operanti tra Romagna e Marche.
L’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 e provveduto al rinnovo degli organi sociali per il triennio 2026-2029, delineando la nuova governance del Consorzio.
Alla presidenza è stata eletta all’unanimità Romina Maresi, presidente della cooperativa sociale San Vitale di Ravenna, che raccoglie il testimone da Carlo Urbinati, alla guida del CSR negli ultimi sei anni e nominato vicepresidente. A Urbinati è andato il ringraziamento dell’assemblea per il lavoro svolto nel consolidamento del ruolo del Consorzio come punto di riferimento per la cooperazione sociale di inserimento lavorativo.
“È un onore e una grande responsabilità – ha dichiarato Maresi –. L’obiettivo è continuare a valorizzare la cooperazione sociale di tipo B, rafforzando le opportunità di inclusione lavorativa per le persone con disabilità e fragilità”.
Del nuovo Consiglio di amministrazione fanno parte Adrian Albu, Gianni Angeli, Rudy Ballabene, Michele Babini, Marco Berlini, Luca Santi, Carlo Urbinati, Giacomo Vici e Simone Zignani, oltre alla presidente Maresi.
Ai lavori assembleari sono intervenuti anche Luca Pandolfi, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Pesaro, Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense, e Alfio Fiori, responsabile tecnico dell’Area Welfare e Cooperazione Sociale di Legacoop Emilia-Romagna.
L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare i risultati economici e sociali raggiunti dal sistema CSR nel corso del 2025. Il bilancio approvato registra infatti un valore della produzione pari a 38,2 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto all’anno precedente, confermando una traiettoria di sviluppo costante e una struttura organizzativa capace di supportare le cooperative associate nell’acquisizione di commesse e opportunità occupazionali.
Accanto alla crescita economica, emergono risultati significativi anche sul piano dell’impatto sociale. La valutazione di impatto realizzata con l’Università di Bologna evidenzia infatti un saldo netto benefici-costi per la pubblica amministrazione prossimo ai 4 milioni di euro, mentre ogni inserimento lavorativo genera un risparmio fiscale medio superiore ai 4.000 euro annui.
Particolarmente rilevante anche il ruolo svolto dal Consorzio nell’attuazione delle Convenzioni Articolo 22 della Legge Regionale 17/2005, uno degli strumenti più importanti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. A fine 2025 risultano coinvolte 57 aziende convenzionate e 80 persone inserite in percorsi lavorativi.
I dati confermano la capacità del CSR di coniugare crescita economica e inclusione sociale, rafforzando il proprio ruolo come punto di riferimento per la cooperazione sociale di inserimento lavorativo nei territori della Romagna e delle Marche.