DISAGIO GIOVANILE, CRESCE IL PROGETTO KOMBOLELA

DISAGIO GIOVANILE, CRESCE IL PROGETTO KOMBOLELA

Nelle Terre d’Argine, cooperative sociali e territorio in rete per accompagnare i ragazzi: 150 casi seguiti dal 2022, in aumento i percorsi educativi attivati

martedì 7 aprile 2026

Crescono i numeri e l’efficacia di Kombolela, il progetto promosso nell’Unione delle Terre d’Argine per contrastare i comportamenti antisociali tra i giovani dai 12 ai 19 anni. Dal 2022 al 2025 sono stati seguiti 150 casi, di cui 65 solo nell’ultimo anno, con un tasso di attivazione dei percorsi educativi salito al 75%, in aumento rispetto al 62% del biennio precedente.

Il progetto, il cui nome in lingua malgascia significa “tana” nel gioco del nascondino, si basa su un approccio personalizzato che coinvolge non solo i ragazzi, ma anche famiglie, scuole, società sportive e realtà del volontariato. A lavorare insieme è una rete di una decina di soggetti del Terzo settore, tra cui le cooperative sociali Eortè di Limidi di Soliera, capofila, Il Mantello di Carpi e il centro di formazione professionale Nazareno, tutte aderenti a Confcooperative Terre d’Emilia.

 

All’interno della rete, Eortè svolge un ruolo centrale di coordinamento e monitoraggio in sinergia con scuole e amministrazioni pubbliche, mentre Il Mantello è impegnato in particolare nel contrasto all’abbandono scolastico e nelle attività di mediazione linguistica e culturale. Il Cfp Nazareno partecipa invece al nucleo di valutazione giovani, un’équipe territoriale che individua e prende in carico i casi più urgenti.

 

L’obiettivo del progetto è intercettare situazioni di disagio prima che si consolidino, offrendo ai ragazzi percorsi educativi capaci di restituire senso di appartenenza e responsabilità. Si tratta di giovani che spesso tendono a rendersi invisibili o a esprimere il proprio malessere attraverso comportamenti problematici, e che vengono accompagnati in un percorso di crescita senza essere etichettati o stigmatizzati.

 

Le segnalazioni arrivano in prevalenza dalla scuola, che rappresenta quasi la metà dei casi, seguita dal Terzo settore e dai servizi sociali. Le criticità più frequenti riguardano difficoltà scolastiche, fragilità familiari, atteggiamenti aggressivi e rischio di ritiro sociale. Per rispondere a queste situazioni, il progetto ha progressivamente rafforzato un approccio operativo più tempestivo e mirato, con oltre 950 ore di educativa erogate nell’ultimo anno tra sostegno allo studio, laboratori pratici, pet therapy e percorsi di inserimento lavorativo.

 

Nonostante i risultati positivi, resta centrale la necessità di anticipare l’intervento educativo e rafforzare il coinvolgimento delle famiglie. In questa direzione si muovono gli obiettivi futuri dell’Unione delle Terre d’Argine, che punta a consolidare i percorsi con le scuole secondarie di primo grado e a sviluppare nuove sinergie con il mondo produttivo per favorire opportunità concrete di inserimento lavorativo.

“Essere giovani non è mai stato semplice, ma oggi crescere è ancora più complesso, tra pressioni nuove e riferimenti più fragili – sottolinea il sindaco di Carpi Riccardo Righi – Per questo noi istituzioni e comunità non possiamo limitarci a giudicare o indignarci, ma dobbiamo assumerci una responsabilità collettiva. Con il progetto Kombolela cerchiamo di costruire relazioni, presenza educativa e una rete solida tra scuola, famiglie e territorio”.