È un bilancio in crescita quello che emerge dall’assemblea di Confcooperative Consumo e Utenza Emilia Romagna. Nel quadriennio 2022-2025 , le cooperative aderenti della Federazione regionale hanno registrato un aumento degli occupati del +25% e dei soci del +3,6%, a cui si affianca la nascita di 8 Comunità energetiche rinnovabili (CER), risposta diretta alle tensioni sui costi dell’energia che hanno segnato gli ultimi anni e leva di rafforzamento per i territori. Un andamento che conferma la capacità del modello cooperativo di consolidarsi anche in una fase segnata da forti trasformazioni economiche ed energetiche. Secondo i dati della Federazione riferiti al 2025, il sistema associato conta a livello regionale 39 cooperative attive nei settori della distribuzione commerciale, del consumo, dell’autoproduzione energetica e dell’utenza, oltre 63mila soci, 1.330 addetti e 762 milioni di euro di fatturato annuo.
In questo contesto di crescita e cambiamento, l’assemblea regionale, svoltasi ieri pomeriggio a Bologna presso il Palazzo della Cooperazione, ha visto grande affluenza e si è conclusa con la riconferma di Roberto Savini (nella foto in copertina), 58 anni, alla presidenza della Federazione per il prossimo mandato, a testimonianza della continuità di un percorso che ha accompagnato l’evoluzione del comparto negli ultimi anni.
“La cooperazione nasce per rispondere ai bisogni delle persone e dei territori e questi numeri dimostrano con chiarezza che il nostro modello è in grado di generare sviluppo anche in una fase complessa come quella che stiamo attraversando - ha sottolineato Roberto Savini, che è anche presidente nazionale della Federazione, presidente di Confcooperative Romagna Estense e del Gruppo Cofra -. La crescita dell’occupazione e la diffusione delle comunità energetiche sono il segnale concreto di una cooperazione che non si limita a resistere, ma che innova e costruisce risposte serie e attente alle necessità”.
Nel corso dei lavori assembleari è stato approfondito il tema della transizione energetica e del ruolo delle Comunità energetiche rinnovabili, con un focus sul quadro regionale e sulle prospettive di sviluppo del settore. A delineare questo scenario è stato anche il contributo della Regione Emilia-Romagna, richiamato attraverso l’intervento di Claudia Romano, dirigente del Settore Energia e Transizione ecologica delle imprese, che ha annunciato l’attivazione, entro l’autunno del 2026, del registro regionale delle Comunità energetiche rinnovabili. Un passo più che mai necessario per tracciare e mappare un panorama in espansione: secondo le rilevazioni aggiornate al 31 dicembre 2025, in Emilia-Romagna si contano 129 iniziative di CER, con un potenziale di produzione in grado di coprire il fabbisogno annuo di oltre 52.700 famiglie tipo. Un’evoluzione sostenuta anche dagli strumenti messi in campo dalla Regione, tra cui il bando PR-FESR 2021-2027 per gli investimenti nelle comunità energetiche. Romano ha inoltre evidenziato come oltre il 60% delle CER regionali coinvolga enti locali e circa l’8% includa soggetti del terzo settore, ulteriore segnale del forte radicamento e della dimensione sociale di questi modelli.
A questo sviluppo contribuiscono anche le CER promosse dal sistema Confcooperative Emilia Romagna, con le otto realtà nate nel corso del mandato appena concluso: Insieme con Energia (Cesena - FC), CER Luigi Viappiani (Castellarano - RE), Energia per Concordia (Concordia sulla Secchia - MO), Ecologia Integrale (Faenza - RA), Un raggio di sole per l’inclusione sociale (Rimini), Solar Village (Piacenza), We CER (Reggio Emilia) e C.E.R. Apollo (Piacenza). Un dato che conferma la vitalità di un modello in espansione nei territori, capace di garantire autonomia e sicurezza oltre a un contenimento dei costi energetici.
Un esempio concreto di questo percorso è rappresentato anche dall’esperienza di Power Energia, società di sistema di Confcooperative nata vent’anni fa a Bologna proprio su iniziativa di Confcooperative Emilia Romagna. Ad illustrare questo percorso durante l’assemblea è stato Andrea Pazzi, membro del Cda. Power Energia è oggi è composta da circa 3.000 soci, 63 milioni di euro di fatturato e 271 GWh di energia fornita, confermandosi come la prima cooperativa italiana per forniture energetiche. Un percorso che negli anni ha accompagnato la crescita dei servizi energetici cooperativi e lo sviluppo di modelli legati all’efficienza e all’energia da fonti rinnovabili. Nel corso dell’intervento di Pazzi è stato inoltre annunciato l’avvio di un nuovo processo che porterà Power Energia ad aprirsi anche al mercato domestico, estendendo il supporto cooperativo anche alle famiglie.
“Le comunità energetiche e, più in generale, la cooperazione di utenza e i servizi cooperativi di prossimità rappresentano una risposta concreta ai bisogni reali dei territori, soprattutto in una fase segnata da instabilità e cambiamenti profondi a livello geopolitico e socio-economico - ha aggiunto Savini -. È su questa capacità di radicamento e innovazione che si gioca oggi il ruolo della cooperazione nel rafforzare coesione sociale e sviluppo”.
Nel corso della relazione sono stati inoltre richiamati i dati relativi alla distribuzione commerciale. I negozi delle imprese cooperative rappresentano un punto di riferimento per milioni di persone, in particolare nelle aree interne del Paese e nei comuni di minori dimensioni. Nell’ambito della distribuzione moderna al servizio del consumatore in Italia, il sistema Confcooperative rappresenta il 20,5% del valore delle vendite, mentre nei minimarket la quota supera il 26% del totale. Una presenza che si intreccia con il tema dei servizi di interesse economico generale (SIEG) e con la richiesta, più volte avanzata dal sistema cooperativo, di un riconoscimento strutturato del ruolo delle cooperative nel garantire servizi essenziali, soprattutto nelle aree più fragili e a rischio di marginalizzazione.
Un ruolo che si collega alle politiche di sviluppo dell’economia urbana, al centro dell’intervento di Paola Bissi della Regione Emilia-Romagna, che ha illustrato il percorso avviato con la nuova legge regionale sul commercio con un focus sugli hub urbani e di prossimità, aree in cui commercio, servizi e comunità locali si integrano per rafforzare attrattività e vitalità dei territori. Il programma regionale ha già visto la crescita del numero di hub finanziati negli ultimi anni e prevede un investimento di 14 milioni di euro nel biennio 2026-2027.