A Modena, tutto è iniziato da un problema concreto: il tetto della canonica della parrocchia dei Santi Faustino e Giovita che necessitava di un intervento urgente. Da quella necessità è nata una riflessione più ampia, ispirata all’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, su come una comunità potesse contribuire in modo tangibile alla cura del creato. Da qui l’idea di installare pannelli fotovoltaici non solo sulla canonica, ma anche sui tetti della scuola paritaria parrocchiale, trasformando un’esigenza manutentiva in un progetto collettivo.
Il percorso ha preso forma grazie all’incontro con la Cer “Luigi Viappiani società cooperativa”, aderente a Confcooperative Terre d’Emilia, realtà nata nel 1979 come cooperativa edilizia e divenuta nel 2023 comunità energetica. Gli impianti installati su scuola e canonica raggiungono una potenza di 110 Kwp, con una produzione annua stimata di 130 mila Kwh e una riduzione di circa 70 mila chilogrammi di CO2, equivalenti alla piantumazione di oltre 300 alberi. Un risultato reso possibile anche dal sostegno della legge regionale sulle comunità energetiche.
Ma è soprattutto il modello sociale a rendere questo progetto un caso distintivo. La configurazione della Cer prevede infatti che parte delle risorse economiche generate – derivanti anche dal meccanismo dell’autoconsumo virtuale riconosciuto dal Gse – non venga redistribuita tra i soci in base ai consumi, ma destinata alle attività della parrocchia. In particolare, la Casa di cura Fogliani e la stessa Cer rinunciano alla propria quota a favore della comunità parrocchiale, contribuendo a sostenere iniziative sociali rivolte alle persone più fragili.
Il contesto del quartiere di San Faustino spiega la portata di questa scelta. Negli anni il territorio ha visto crescere le situazioni di difficoltà economica e sociale. La parrocchia segue oggi circa 70 famiglie attraverso il centro d’ascolto e l’emporio solidale, gestisce doposcuola frequentati da 80 bambini e mette a disposizione appartamenti per nuclei in emergenza abitativa, in collaborazione con i servizi sociali del Comune. Attività che richiedono risorse costanti e che potranno ora contare anche sul contributo della comunità energetica.
“C’è un filo sottile, ma solido, che lega i pannelli fotovoltaici di una scuola modenese a un documento del Magistero cattolico – afferma don Guido Bennati (a destra nella foto in copertina),, parroco di San Faustino –. Nell’enciclica Laudato Si’ del 2015, papa Francesco ha invitato ogni comunità cristiana ad assumersi una responsabilità concreta nella cura della casa comune”. Un impegno che, come sottolinea il parroco, unisce transizione ecologica e attenzione ai più fragili in una stessa visione.
Per Andrea Serri (al centro nella foto in copertina), presidente della Cer Luigi Viappiani, “questo progetto dimostra che una comunità energetica può diventare un’infrastruttura sociale”. Un’alleanza tra soggetti diversi – parrocchia, scuola, cooperativa e struttura sanitaria – che trova nel radicamento territoriale e nella condivisione dei valori il proprio punto di forza. Una visione condivisa anche da Alessandro Tripoli (a sinistra nella foto in copertina),, direttore generale della Casa di cura Fogliani, che evidenzia come l’iniziativa rappresenti “un modello concreto di collaborazione tra realtà diverse, che unisce sostenibilità e responsabilità verso il territorio”.
Il progetto è pensato per crescere. La struttura della Cer resta aperta a nuovi soci – famiglie, imprese, enti del terzo settore – con l’obiettivo di ampliare la produzione di energia rinnovabile e moltiplicare i benefici per la comunità. Sempre nel solco del principio fondante della cooperazione: lavorare insieme per il bene comune del territorio.