Il 5 marzo 2026, presso l’Istituto Professionale Agrario e Alberghiero “Tonino Guerra” di Novafeltria (Rn), si è svolta una mattinata dedicata alla promozione cooperativa nelle scuole, che ha coinvolto quattro classi quinte dell’istituto, due dell’indirizzo cucina e due di sala. L’incontro, ospitato nell’aula magna, ha messo in evidenza studenti preparati, competenti e particolarmente partecipi, capaci di interagire in modo attivo alle sollecitazioni proposte.
La prima parte della mattinata ha visto protagoniste due classi dell’indirizzo enogastronomico, coinvolte nella presentazione dei percorsi post diploma ITS e IFTS a cura di Daniela Selvi di Irecoop Forlì. A seguire, il cuore dell’incontro è stato dedicato alla valorizzazione delle produzioni DOP e IGP dell’Emilia Romagna e al ruolo del sistema cooperativo, con gli interventi di Daniele De Leo e Davide Pieri per Confcooperative Emilia Romagna.
Nel dialogo con gli studenti, Daniele De Leo ha illustrato numeri e caratteristiche delle principali produzioni certificate del territorio, mentre Davide Pieri ha sottolineato come una parte significativa di queste eccellenze venga trasformata all’interno del sistema cooperativo, che in molte filiere agricole regionali rappresenta oltre il 50% della produzione complessiva. Un modello che non si limita alla dimensione economica, ma che continua a essere “presidio del territorio e strumento di cura delle comunità”, capace oggi più che mai di rispondere a bisogni sociali in continua evoluzione.
La cooperazione è stata così raccontata anche come luogo dinamico, in grado di intercettare le trasformazioni della società e offrire risposte concrete, soprattutto in contesti in cui i servizi pubblici faticano a coprire tutte le necessità. Un messaggio che ha trovato particolare attenzione tra i giovani presenti, chiamati a riflettere sul proprio futuro professionale e sul valore delle filiere locali.
La parte conclusiva dell’incontro è stata affidata al giovane Gianluca Fabbri delle Fosse Fabbri di Perticara, che ha accompagnato i ragazzi alla scoperta del formaggio di fossa, prodotto simbolo del territorio. Le sue origini risalgono al Quattrocento, in epoca malatestiana, quando il formaggio veniva nascosto in fosse scavate nel tufo per proteggerlo dalle razzie. Oggi, primo formaggio romagnolo ad aver ottenuto la DOP nel 2009, segue un disciplinare preciso: dopo una prima stagionatura di circa 60 giorni, viene inserito in sacchi di tela e “infossato” per un periodo tra gli 80 e i 100 giorni, in ambiente anaerobico, acquisendo così caratteristiche uniche.
Si tratta di un formaggio grasso stagionato, dal colore avorio con sfumature paglierino-arancio, privo di crosta e disponibile sia in versione di pura pecora sia mista. Il suo gusto, ricco di sentori erbacei e deciso, lo rende un elemento distintivo della cucina romagnola.
L’incontro si è concluso con un apprezzato momento di degustazione, reso possibile anche grazie all’impegno della professoressa Gessica Fabbri, che ha contribuito all’organizzazione della mattinata.