L’aumento dei costi energetici, aggravato dal conflitto in Medio Oriente, mette a rischio un’ampia parte del sistema cooperativo. L’allarme arriva da Confcooperative Terre d’Emilia, che evidenzia come non solo l’industria, ma anche comparti strategici come autotrasporto, agroalimentare, ristorazione collettiva, costruzioni e servizi alla persona stiano affrontando una fase di forte criticità.
Secondo l’organizzazione, oltre la metà delle 620 cooperative aderenti è esposta a un “rischio grave”, mentre per le restanti l’impatto dei rincari energetici comporterà comunque conseguenze significative sulla sostenibilità economica. “In diversi casi – spiega il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, Matteo Caramaschi – si sta ancora pagando l’impennata dei prezzi determinata dall’avvio del conflitto in Ucraina, mai realmente rientrata, e l’escalation che stiamo registrando rischia di infliggere colpi insopportabili alle realtà che operano nel comparto edile, nell’autotrasporto e nell’agroalimentare, con situazioni particolarmente critiche per i caseifici sociali”.
Le difficoltà si estendono anche ad altri ambiti ad alta intensità energetica. “Situazione molto pesante – aggiunge Caramaschi – anche per la ristorazione collettiva, che richiede apporti energetici importanti sia per la preparazione che per la distribuzione dei pasti, e, ancora, per le cooperative della logistica e le cooperative sociali, sia per i costi legati alla gestione delle strutture di accoglienza di anziani e di altre persone fragili, sia per quelli connessi alle attività nel settore delle pulizie e alla gestione dei servizi ambientali”.
Gli impatti più rilevanti riguardano i comparti con i più alti livelli occupazionali. Dei oltre 46.000 lavoratori delle cooperative aderenti, circa 43.000 operano infatti nei settori lavoro e servizi, nelle cooperative sociali e nell’agroalimentare. “Nell’autotrasporto – sottolinea Caramaschi – le imprese stanno scontando anche l’aumento di assicurazioni e bolli legato a un provvedimento regionale, mentre nel sociale stanno sostenendo l’aggravio di un rinnovo contrattuale importante e responsabile avvenuto un anno fa”.
Alla luce di questo scenario, Confcooperative Terre d’Emilia richiama la necessità di interventi tempestivi. “Tenendo conto del fatto che vi sono molte cooperative che lavorano su opere e servizi legate ad appalti pubblici – osserva Caramaschi – è innanzitutto urgente che le stazioni appaltanti adeguino i corrispettivi riconosciuti alle imprese a un nuovo scenario che modifica sostanzialmente i costi”. Accanto a questo, conclude il presidente, “occorrono interventi urgenti a sostegno di un sistema imprenditoriale che rischia una crisi molto pesante per rincari che, in molti casi, non risultano sopportabili e sembrano destinati a protrarsi nel tempo”.