LE DIFFERENZE CHE UNISCONO: LE BCC INSIEME PER LA PARITÀ DI GENERE

LE DIFFERENZE CHE UNISCONO: LE BCC INSIEME PER LA PARITÀ DI GENERE

Federazione BCC Emilia-Romagna e Associazione iDEE a Bologna per una giornata di confronto sulla parità di genere. Presente anche Ilena Donelli, presidente della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna

sabato 7 febbraio 2026

La parità di genere come impegno concreto, parte integrante della governance e della sostenibilità: è da questa convinzione che nasce “Le differenze che uniscono: insieme per la parità”, evento di formazione e confronto promosso da Federazione Emilia-Romagna BCC e Associazione iDEE – Donne del Credito Cooperativo, ospitato presso la sede della Federazione a Bologna e rivolto ad amministratori della cooperazione di credito e rappresentanti delle istituzioni regionali.

 

“La parità di genere fa parte del nostro DNA ed è un tema centrale di governance su cui la Federazione sta lavorando insieme alle BCC del territorio, in coordinamento con iDEE a livello nazionale”, ha dichiarato Mauro Fabbretti, Presidente della Federazione Emilia-Romagna BCC. I dati presentati dal direttore Valentino Cattani restituiscono un quadro incoraggiante ma ancora in evoluzione: nelle BCC regionali le donne rappresentano il 34% degli incarichi di vertice e superano il 44% nei collegi sindacali, valori nettamente superiori alla media nazionale che nel 2023 si attestava al 22%. Nelle nove BCC della regione lavorano circa 2.900 dipendenti, con una distribuzione quasi paritaria, mentre tra gli under 30 la presenza femminile sale al 54%. Un percorso rafforzato anche dall’adozione, da parte della maggioranza delle banche regionali, della certificazione di genere, intesa come impegno organizzativo e culturale diffuso.

 

Per Teresa Fiordelisi, Presidente di Associazione iDEE, “la parità di genere non è solo equità e giustizia: è anche sostenibilità, perché incide sulla qualità del lavoro, sul benessere delle persone e sullo sviluppo delle organizzazioni e dei territori”. A livello globale, ha ricordato, è stato colmato circa il 70% del divario, ma al ritmo attuale servirebbero ancora 123 anni per raggiungere una piena parità. Ridurre il gap, però, avrebbe effetti economici rilevanti, con un possibile aumento del PIL pro capite dell’Unione Europea fino al 10% entro il 2050 e di quello italiano fino al 12%.

 

All’incontro, moderato da Barbara Camporeale, Vicepresidente di Associazione iDEE e Vicepresidente di RomagnaBanca, è intervenuta anche la Regione Emilia-Romagna con Elena Carletti, Presidente della Commissione VI per la parità e per i diritti delle persone e Cultura. “L’Emilia-Romagna ha una storia pionieristica: nel 2014 è stata la prima regione ad approvare la Legge regionale n. 6 sulla parità e sul contrasto alla violenza di genere. Oggi però non possiamo fermarci: la parità è una leva di coesione e competitività e passa da scelte concrete, dal contrasto alle dimissioni ‘volontarie’ delle donne fino alle politiche per affrontare la crisi demografica”.

 

La giornata ha alternato momenti di formazione e testimonianza, dal focus sugli strumenti di parità con Sara Reggio, Segretaria Generale di Associazione iDEE, fino al contributo dei centri antiviolenza con Deborah Casale della Casa delle donne di Bologna, che ha richiamato l’attenzione sulla dimensione concreta dell’emergenza e sull’importanza di una rete stabile tra istituzioni, servizi e comunità. Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze delle BCC del territorio, con gli interventi di Emanuela Bacchilega per La BCC Ravennate Forlivese Imolese, Federica Castellucci e Isabella Lo Preiato per Emilbanca, Adriana Carmen Minervini per Banca Centro Emilia e Roberto Romagnoli per BCC Romagnolo.

 

All’iniziativa è intervenuta anche Ilena Donelli, presidente della Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna, che ha sottolineato il valore strategico di momenti di confronto come questo per rafforzare una leadership cooperativa sempre più inclusiva e consapevole, capace di tradurre i principi di parità in pratiche organizzative e scelte di governance coerenti con i valori del movimento cooperativo.