UNIONCAMERE ER, NEL 2026 ATTESA UNA CRESCITA DEL PIL DELLO 0,8%

UNIONCAMERE ER, NEL 2026 ATTESA UNA CRESCITA DEL PIL DELLO 0,8%

Le previsioni macroeconomiche regionali di Unioncamere Emilia-Romagna, su elaborazioni Prometeia, delineano uno scenario di moderata ripresa trainata dalla domanda interna

mercoledì 4 febbraio 2026

Nel 2025 l’economia dell’Emilia-Romagna ha mostrato una crescita del Prodotto interno lordo pari a +0,6%, in linea con la media nazionale. A sostenere l’andamento economico regionale è stata soprattutto la domanda interna, con una lieve accelerazione dei consumi delle famiglie e una dinamica più sostenuta degli investimenti, mentre le esportazioni hanno continuato a registrare una flessione. È quanto emerge dall’analisi dell’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, che a gennaio 2026 ha aggiornato le previsioni macroeconomiche regionali sulla base degli “Scenari per le economie locali” elaborati da Prometeia.

Secondo le stime, il ritmo dell’attività economica dovrebbe rafforzarsi lievemente nel 2026, portando la crescita del Pil regionale allo 0,8%. Si tratta di un miglioramento sostenuto ancora dalla domanda interna, seppure con un rallentamento nella dinamica dei consumi, attesi crescere del +0,6%, e degli investimenti, previsti in aumento del +2,1%. A differenza del biennio precedente, il contributo delle esportazioni dovrebbe tornare positivo, con una crescita contenuta ma significativa in termini reali pari al +1,2%.

 

Nel confronto con il quadro nazionale ed europeo, l’Emilia-Romagna si colloca tra le regioni più dinamiche. Nel 2025 la crescita regionale si è posizionata subito dietro la Lombardia, risultando seconda a pari merito con Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna. Nel 2026, invece, la regione dovrebbe guidare, insieme a Lombardia e Veneto, la classifica della crescita economica italiana. Resta tuttavia il divario con l’area euro, dove il Pil ha registrato un incremento più sostenuto nel 2025 e dovrebbe mantenere un ritmo superiore anche nel prossimo anno.

 

Sul fronte settoriale, nel 2025 l’industria in senso stretto ha mostrato segnali di recupero grazie alla spinta della domanda interna, mentre le costruzioni si sono confermate il comparto più dinamico, sostenute ancora dagli effetti residui dei bonus. Nel 2026, però, la progressiva riduzione degli incentivi pubblici e la chiusura dei progetti legati al PNRR potrebbero determinare un’inversione di tendenza per il settore delle costruzioni, con una lieve flessione. I servizi, dopo una crescita moderata nel 2025, sono attesi accelerare nel 2026, beneficiando del miglioramento del quadro complessivo.

 

Le previsioni delineano infine un mercato del lavoro ancora solido. Nel 2025 forze di lavoro e occupazione hanno registrato una crescita significativa, mentre nel 2026 il ritmo di aumento dovrebbe rallentare. Il tasso di occupazione è previsto in lieve miglioramento, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 4,1%, confermando la tenuta del sistema economico regionale.

 

Lo studio completo è disponibile sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna.