MILZA NEGLI STUDI RAI: “ECCO LE SFIDE DEL 2026”

MILZA NEGLI STUDI RAI: “ECCO LE SFIDE DEL 2026”

Il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza, ospite di BuongiornoRegione su Ra3, per fare il punto su numeri, priorità e sfide del sistema cooperativo regionale

martedì 13 gennaio 2026

Il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza, è stato ospite negli studi Rai di Bologna della trasmissione Buongiorno Regione andata in onda lunedì 5 gennaio su Rai3 e curata dalla redazione della TGR Emilia-Romagna; un’occasione per raccontare il ruolo e il peso della cooperazione nell’economia regionale e per delineare alcune delle principali priorità che attendono il movimento cooperativo.

Nel corso dell’intervento, Milza ha richiamato i numeri che descrivono l’impatto del sistema rappresentato da Confcooperative Emilia Romagna, che riunisce circa 1.500 imprese cooperative, con 90.000 addetti, 230.000 soci e 17 miliardi di impieghi annui. Una presenza diffusa e trasversale che interessa comparti strategici per la regione, dall’agroindustria alla pesca, dal sociale ai servizi socioassistenziali e socioeducativi, fino alle cooperative di lavoro e alle banche di credito cooperativo. Un sistema che, come ha sottolineato il presidente, “rappresenta una porzione di mondo dell’economia dell’Emilia-Romagna molto significativa”.

Guardando alle priorità, Milza ha posto l’accento sul percorso verso una legge regionale sull’economia sociale, che faccia seguito al Piano Nazionale, sottolineando come questo ambito, pur esistendo da sempre, non sia mai stato pienamente normato. “È un mondo dove la cooperazione rappresenta quasi il 70% – ha spiegato – e che coniuga impresa ed economia con il fare sociale, grazie a strumenti come la democrazia nella governance, la centralità della persona rispetto al capitale e l’indivisibilità degli utili. Da qui la richiesta di una declinazione regionale che riconosca e valorizzi questo modello”.

Tra le sfide più rilevanti emerge anche quella della transizione digitale. Un tema che, secondo Milza, segnerà un prima e un dopo per le imprese, con il rischio che le realtà medio-piccole non ne colgano appieno la portata. Per questo Confcooperative Emilia Romagna ha deciso di dotarsi di un ufficio dedicato, con l’obiettivo di accompagnare e sensibilizzare le cooperative su un passaggio che riguarda anche l’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Un’attenzione particolare è stata poi dedicata alle aree interne e al contrasto allo spopolamento, non solo delle persone ma anche delle attività economiche. In questo contesto si inserisce l’esperienza delle cooperative di comunità, imprese auto-organizzate che nascono per rispondere a bisogni concreti dei territori, dai servizi di base ai luoghi di aggregazione. “Un modello che merita spazio e riconoscimento anche all’interno della stesura del nuovo Patto per l’Emilia Romagna che sostituirà il Patto per il lavoro e per il clima.

In chiusura, il presidente ha espresso un augurio semplice ma significativo per il mondo cooperativo: “Vedere pienamente riconosciuto il ruolo svolto in Emilia-Romagna, anche nei territori più marginali, come fattore di coesione sociale, sviluppo economico e presidio delle comunità”.

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