Bologna rende omaggio a Giovanni Bersani con un segno destinato a rimanere nella città in cui nacque e sviluppò una parte fondamentale del suo impegno politico, sociale e cooperativo. Questa mattina, davanti a un folto pubblico, nel Giardino Bersani di via della Liberazione è stata svelata la statua in marmo bianco di Carrara realizzata dallo scultore Dario Tazzioli e donata alla città dalla Fondazione Giovanni Bersani.
La cerimonia si è svolta a poche centinaia di metri dal Palazzo della Cooperazione, un luogo particolarmente significativo per ricordare una figura strettamente legata alla storia del movimento cooperativo di ispirazione cristiana. Bersani fu infatti tra i protagonisti della nascita e dello sviluppo della cooperazione bolognese e regionale: fondatore della centrale cooperativa bolognese e, dal 1968, primo presidente dell'Unione Regionale della Cooperazione Emiliano-Romagnola, divenuta in seguito Confcooperative Emilia Romagna.
Una continuità sottolineata anche dalla presenza alla cerimonia del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza. Nel corso della mattinata il contributo di Bersani alla cooperazione è stato ricordato anche da Michele Filippini, vicepresidente di Confcooperative Terre d'Emilia: "Nel corso della sua lunga storia, Giovanni Bersani è stato un cooperatore instancabile, capace di guardare lontano e di trasformare le idee in esperienze concrete". A Bologna, ha ricordato Filippini, il suo ruolo fu fondamentale per la nascita e la crescita di numerose cooperative, in particolare nel settore agricolo, e per lo sviluppo del credito cooperativo.
L'inaugurazione ha visto tra gli altri l'intervento del sindaco di Bologna Matteo Lepore, che ha ricordato Bersani come "figura centrale della storia bolognese e della cooperazione internazionale", sottolineandone il percorso dalla Resistenza al Parlamento italiano ed europeo e l'impegno a favore delle persone più fragili e dello sviluppo delle comunità.
L'opera è stata realizzata grazie al sostegno della Federazione BCC dell'Emilia-Romagna e di altre realtà legate alla storia di Bersani. "Aveva compreso con grande anticipo che le Casse Rurali e le BCC non erano soltanto banche, ma strumenti di emancipazione, sviluppo e coesione sociale al servizio delle comunità", ha dichiarato il presidente Mauro Fabbretti. La statua, ha aggiunto, vuole affidare anche alle nuove generazioni "il suo messaggio di cooperazione, responsabilità e attenzione ai più deboli".
A spiegare il significato dell'iniziativa è stato anche Francesco Tosi, presidente della Fondazione Giovanni Bersani: "Con questo monumento vogliamo trasmettere un esempio fulgido di coerenza nell'impegno instancabile e intelligente per un mondo più giusto, alla luce della dottrina sociale della Chiesa". Un omaggio che nasce anche dalla volontà di rendere riconoscibile la figura di Bersani alle generazioni che non hanno avuto modo di conoscerlo direttamente.
Nato a Bologna nel 1914, Bersani fu partigiano, avvocato, deputato per sei legislature e senatore, oltre che sottosegretario al Lavoro e alla Previdenza sociale nel governo De Gasperi. Dal 1960 al 1989 sedette al Parlamento europeo, dove dedicò una parte importante della propria attività ai rapporti tra Europa e Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico.
Il suo impegno superò infatti i confini della politica istituzionale. Bersani contribuì alla nascita di numerose esperienze nel mondo cooperativo, associativo e sociale, dalle Acli al Movimento Cristiano Lavoratori, fino al CEFA, oggi confluito nell'esperienza di Terraperta, e a C.I.C.A. La cooperazione internazionale rappresentò uno dei tratti più significativi del suo percorso, portando anche nei Paesi in via di sviluppo il modello cooperativo come strumento di emancipazione e crescita delle comunità.
Un aspetto ricordato anche da Pier Ferdinando Casini, che ha definito Bersani "uno dei fondatori della cooperazione allo sviluppo del nostro Paese", sottolineando come il suo lavoro in Africa non fosse orientato soltanto all'aiuto, ma anche alla diffusione della cooperazione come modello di sviluppo.
All'iniziativa è arrivato anche il messaggio dell'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, impossibilitato a partecipare: "Svelare questa statua dedicata a Giovanni Bersani ci aiuta a ricordare quanta presenza ha lasciato in tante iniziative, in tante attività, in tanti semi che continuano a dare frutti". Un'eredità che, ha ricordato Zuppi, parla ancora a un presente segnato dalle divisioni e dalla necessità di costruire pace e coesione.
La cerimonia è stata preceduta da una conferenza che ha riunito esponenti del mondo cooperativo, sindacale e associativo. L'iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Giovanni Bersani e dal Movimento Cristiano Lavoratori, con il patrocinio del Comune di Bologna e della Chiesa di Bologna e la collaborazione di CEFA-Terraperta, Cefal Emilia-Romagna, C.I.C.A. Bologna e Associazione Pace Adesso.
Alla realizzazione dell'opera e dell'iniziativa hanno contribuito, oltre alla Federazione BCC dell'Emilia-Romagna, Emil Banca, Confcooperative Terre d'Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, CISL, Coprob-Italia Zuccheri, ACLI e L'Operosa.