I GIOVANI DI EMILIA WINE CHIEDONO "UN PATTO PER IL VINO"

I GIOVANI DI EMILIA WINE CHIEDONO "UN PATTO PER IL VINO"

Confronto con l'assessore regionale Alessio Mammi e il responsabile dell’area agroalimentare di Confcooperative EmiliaRomagna, Paolo Bono. Al centro le difficoltà del settore e le proposte per rilanciare la redditività delle imprese vitivinicole.

giovedì 25 giugno 2026

Costi di produzione in continua crescita, consumi in calo, difficoltà nel reperire manodopera e quotazioni che non garantiscono più un'adeguata redditività alle aziende agricole. È da queste criticità che parte il confronto promosso da Emilia Wine, che ha riunito i giovani viticoltori associati, l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi, il responsabile dell’area agroalimentare di Confcooperative Emilia Romagna Paolo Bono e il presidente di Emilia Wine Davide Frascari.

L'incontro, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle organizzazioni agricole, ha messo al centro il futuro del comparto vitivinicolo in uno dei momenti più complessi degli ultimi anni. A delineare il quadro della situazione sono stati Andrea Zaldini, coordinatore del gruppo giovani soci di Emilia Wine, insieme ai giovani viticoltori Matteo Barbieri, Matteo Messori e Yuri Zanotti, che hanno evidenziato le principali criticità vissute dalle imprese: aumento dei costi nei vigneti, carenza di manodopera, invecchiamento degli impianti e degli operatori, riduzione dei consumi e prezzi delle uve che, in molti casi, non consentono più di coprire i costi di produzione.

 

Tra le principali preoccupazioni emerge proprio la redditività delle aziende, messa sotto pressione dall'aumento dei costi di fertilizzanti, carburanti, attrezzature e lavoro, a fronte di consumi di vino che, in poco più di trent'anni, sono passati da circa 120 a 20 litri pro capite all'anno. Particolarmente penalizzate risultano le produzioni di Ancellotta e dei diversi Lambruschi, mentre la Spergola continua a registrare performance migliori grazie alla valorizzazione del forte legame con il territorio e alle modifiche introdotte nei disciplinari di produzione.

 

Da qui la proposta lanciata dai giovani viticoltori: costruire un vero e proprio "Patto per il vino", capace di coinvolgere produttori, cantine e istituzioni in una strategia condivisa per rilanciare il settore. Tra le proposte avanzate figurano la sospensione delle nuove autorizzazioni all'impianto dei vigneti in un mercato già saturo, una maggiore valorizzazione del legame tra produzioni e territorio e la revisione di alcuni disciplinari, come quello dell'aceto balsamico, affinché venga incentivato l'utilizzo di mosti locali.

 

"Parliamo di un asset fondamentale per l'agroalimentare emiliano e, contemporaneamente, delle istanze di giovani che possono assicurare continuità a una filiera che rappresenta tradizione, lavoro e reddito per migliaia di imprese", ha sottolineato l'assessore Alessio Mammi, confermando l'impegno della Regione Emilia-Romagna a sostegno del comparto e dei progetti di riorganizzazione della filiera.

 

Un percorso nel quale, ha evidenziato Bono, la cooperazione continua a svolgere un ruolo centrale. "In Emilia-Romagna la cooperazione rappresenta circa il 90% della trasformazione vitivinicola. La mutualità resta uno strumento fondamentale per mettere insieme persone, competenze e risorse, ma deve continuare a coniugarsi con efficienza d'impresa per garantire ai produttori una redditività oggi fortemente compromessa."