È stato inaugurato sabato 16 maggio nello stabilimento di Arceto di Scandiano il nuovo impianto fotovoltaico di Emilia Wine, una delle principali realtà vitivinicole del sistema Confcooperative Terre d’Emilia. Un investimento che sfiora il milione di euro e che rappresenta un importante passo avanti sul fronte della sostenibilità ambientale ed energetica della cooperativa.
L’impianto, realizzato sul tetto dello stabilimento principale della cooperativa, si estende su una superficie di 2.200 metri quadrati ed è stato finanziato per l’80% attraverso i fondi del PNRR – Parco Agrisolare. La struttura dispone di una potenza complessiva di 518 kWp, un sistema di accumulo da 112 kWh e 1.080 moduli fotovoltaici.
“Un’opera che avrà un impatto importante sulla riduzione dei costi energetici legati alla nostra attività – ha sottolineato il presidente di Emilia Wine, Davide Frascari (nella foto in galleria) – ma che rappresenta anche un segnale concreto dell’impegno del sistema cooperativo agroalimentare verso uno sviluppo sempre più sostenibile”.
La cooperativa, che conta 602 soci e opera tra gli stabilimenti di Arceto e Prato di Correggio, guarda così a un modello produttivo più efficiente in una fase complessa per il comparto vitivinicolo. “I Lambruschi stanno vivendo da anni una situazione difficile sul piano della redditività – ha spiegato Frascari – e investimenti di questo tipo sono fondamentali per ridurre i costi e mantenere competitività. Serve però anche una riorganizzazione del settore per riportare valore all’interno della filiera”.
Nel corso dell’inaugurazione è stato ribadito anche il ruolo strategico delle cantine cooperative nel territorio reggiano, dove incidono per circa il 90% della produzione vinicola locale, rappresentando un punto di riferimento per migliaia di viticoltori.
All’evento hanno partecipato il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, il funzionario del settore agroalimentare di Confcooperative Emilia Romagna, Paolo Bono, oltre al sindaco di Correggio Fabio Testi e al deputato Andrea Rossi.