Si è svolta il 21 febbraio, nella sede di Forlì, la celebrazione del sessantesimo anniversario del Gruppo Caviro, la più grande cantina d’Italia. Un momento che ha riunito la base sociale proveniente da otto regioni italiane e i rappresentanti delle istituzioni per tracciare un bilancio di sei decenni di crescita cooperativa e delineare le strategie future di un gruppo oggi protagonista internazionale nel settore vitivinicolo e nell’economia circolare. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il Vicepremier Antonio Tajani, il Presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale, il Sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.
Nato nel 1966, il Gruppo si presenta oggi con numeri che ne confermano la leadership: 351 milioni di euro di fatturato, 11.500 viticoltori soci, 36.200 ettari di vigneto e una presenza in 90 mercati esteri. Un modello che coordina l’intera piramide del valore del vino italiano, dall’offerta di Cantine Caviro al polo Tenute Caviro, che riunisce marchi premium espressione di territori iconici. “Da sessant’anni la nostra cooperativa è impegnata nella valorizzazione del lavoro dei soci, con l’obiettivo di garantirne la competitività e la redditività”, ha sottolineato il presidente Carlo Dalmonte. “Il nostro impegno è continuare a guidare questo percorso, coniugando sostenibilità e reddito in un mercato globale che richiede risposte sempre più rapide e concrete”.
La celebrazione è stata anche l’occasione per ribadire il valore dell’economia circolare come tratto distintivo del modello Caviro. I sottoprodotti della vinificazione vengono trasformati in nuove risorse per i comparti alimentare, farmaceutico, cosmetico e industriale, in un ciclo “dalla vigna alla vigna” che produce energie rinnovabili e fertilizzanti naturali, restituendo sostanza organica ai terreni. Un sistema che riduce l’impatto ambientale e rafforza la sostenibilità del modello cooperativo, generando valore per i territori e per l’intero sistema agricolo nazionale.
Nel corso dell’iniziativa è stato possibile osservare le linee di confezionamento del nuovo formato brick di Tavernello, marchio storico del Gruppo e brand di vino italiano più venduto al mondo, oggi al centro di un rilancio strategico. “La nuova identità di Tavernello riafferma l’importanza culturale del vino quotidiano, accessibile e trasparente”, ha spiegato Dalmonte. “Abbiamo scelto di rappresentare nel packaging le storie dei nostri viticoltori: un riconoscimento che riflette l’anima della nostra cooperativa e parla un linguaggio contemporaneo”. Tra le direttrici di sviluppo annunciate figurano il rafforzamento dell’export e l’ingresso nel mercato dei vini a bassa gradazione alcolica, strumenti ritenuti strategici per sostenere il reddito dei soci in uno scenario complesso.
Parole di apprezzamento sono arrivate dal Vicepremier Tajani, che ha definito il vino parte integrante dell’identità italiana e ha invitato Caviro a essere “ambiziosa”, puntando su nuovi mercati come quello indiano, anche grazie agli accordi internazionali in corso. Il Presidente della Regione Michele de Pascale ha ricordato come “fare insieme, cooperare, è l’unica speranza”, sottolineando il ruolo della cooperazione nel portare il Made in Italy nel mondo e nel costruire un modello internazionale di economia circolare. Il Sindaco Gian Luca Zattini ha evidenziato il legame con il territorio, mentre il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha richiamato la necessità di spingere sull’internazionalizzazione: “Il mercato interno cala, quindi spingeremo sull’internazionalizzazione, con nuove idee e strategie”. La giornata si è conclusa con la presentazione del documentario “Passaggi”, dedicato alle testimonianze dei viticoltori della filiera, simbolo di un ricambio generazionale che tiene insieme tradizione, competenze e futuro.
Ascolta l’intervento del presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, a GR Confcooperative QUI!