Ci sono anche due realtà modenesi aderenti a Confcooperative Terre d’Emilia tra i protagonisti della premiazione internazionale che si è svolta mercoledì 11 febbraio a Madrid, in Spagna, dove undici produttori hanno ricevuto il prestigioso Casello d’Oro Awards, riconoscimento riservato ai vincitori dei Palii del Parmigiano Reggiano 2025.
Si tratta del 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, con sede legale a Lesignana di Modena, e dell’Oratorio San Giorgio di Carpi, due cooperative che rappresentano l’eccellenza produttiva del territorio modenese. Il premio internazionale celebra i caseifici che si sono distinti nelle competizioni annuali organizzate nella zona d’origine della Dop, le gare denominate “Palio del Parmigiano Reggiano”, attive da tredici anni e riservate ai caseifici consorziati.
Ogni produttore partecipa iscrivendo un campione di Parmigiano Reggiano con stagionatura di 24-26 mesi, ma anche di 40 mesi, valutato da una giuria composta da esperti dell’Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano. Un momento di confronto tecnico e qualitativo che mette al centro la capacità dei caseifici di esprimere al meglio le caratteristiche della Dop, dalla struttura aromatica alla complessità gustativa.
Il 4 Madonne Caseificio dell’Emilia ha conquistato il Palio GustiaMo di Modena con la stagionatura di 24 mesi prodotta nello stabilimento di Lesignana, aggiudicandosi inoltre il Palio Città di Casina con il formaggio realizzato nello stabilimento di Valsamoggia, in provincia di Bologna. L’Oratorio San Giorgio di Carpi si è invece imposto al Palio GustiaMo nella categoria 40 mesi, confermando l’elevato livello qualitativo raggiunto anche nelle lunghe stagionature.
La cerimonia di Madrid, alla presenza della stampa italiana e internazionale, ha rappresentato anche un’importante occasione di consolidamento dei rapporti tra il Parmigiano Reggiano e il mercato spagnolo, oggi il più promettente in Europa. Nel corso dell’ultimo anno la Spagna ha importato oltre 1.800 tonnellate di prodotto, con una crescita del +2,5% rispetto al 2024. Un segnale positivo per l’export e per il sistema cooperativo agroalimentare che, attraverso realtà come queste, continua a rafforzare la reputazione internazionale della Dop e del territorio emiliano-romagnolo.