A quarant'anni dalla scomparsa di Gino Mattarelli, Confcooperative Romagna-Estense ricorda una delle figure di riferimento del movimento cooperativo italiano, protagonista di un percorso politico e imprenditoriale che ha contribuito a porre le basi per lo sviluppo della cooperazione sociale. Nato a Bertinoro nel 1921 e scomparso il 25 ottobre 1986, Mattarelli ha dedicato gran parte della propria vita alla promozione di un modello economico fondato sulla solidarietà, sulla centralità delle persone e sull'inclusione di chi si trovava ai margini del mercato del lavoro.
"Ricordiamo con grande orgoglio Gino Mattarelli, a quarant'anni dalla sua scomparsa", dichiara Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense. "Nel suo impegno per la cooperazione e la politica, Mattarelli ha contribuito a gettare le basi per un modello di impresa diverso, capace di mettere al centro le persone e la coesione sociale".
Negli anni Ottanta Mattarelli fu tra i primi a riconoscere nella cooperazione uno strumento concreto di inserimento lavorativo e riscatto sociale, in particolare per le persone con disabilità e per quelle in condizioni di fragilità. Un'intuizione che lo portò a impegnarsi a livello nazionale nella promozione della cooperazione nell'assistenza e nella solidarietà sociale, attraverso iniziative, studi e momenti di confronto.
"Un percorso che ha contribuito a preparare il terreno per la Legge 381 del 1991, che ha riconosciuto e disciplinato le cooperative sociali", sottolinea Savini, ricordando il contributo di Mattarelli alla costruzione di un settore che avrebbe assunto negli anni un ruolo sempre più importante nel sistema di welfare italiano.
DALL'IMPEGNO POLITICO ALLA NASCITA DELLA COOPERAZIONE SOCIALE
Originario di Bertinoro, Mattarelli si formò nell'Azione Cattolica forlivese e conseguì la laurea in Scienze economiche e commerciali all'Università Cattolica di Milano. Esponente della Democrazia Cristiana, fu deputato per quattro legislature, dal 1958 al 1976, ricoprendo alla Camera gli incarichi di segretario e successivamente presidente della Commissione Interni. Nel primo governo Andreotti fu inoltre sottosegretario alle Partecipazioni Statali.
Parallelamente all'attività politica, sviluppò un impegno crescente nel movimento cooperativo. Dal 1968 fino alla morte guidò l'allora Confcooperative Forlì, contribuendo alla crescita e al consolidamento della rappresentanza cooperativa sul territorio e partecipando al percorso che avrebbe portato alla nascita della cooperazione sociale come settore organizzato a livello nazionale.
A testimonianza dell'eredità lasciata dal suo lavoro, nel 1987 nacque a Forlì il Consorzio nazionale della cooperazione sociale Gino Mattarelli, intitolato alla sua memoria.
"A quarant'anni dalla sua scomparsa, la sfida che Mattarelli ci ha lasciato è ancora attuale: costruire un'economia che non lasci indietro nessuno", conclude Savini. "La cooperazione non è soltanto un modo di fare impresa, ma una scelta di responsabilità verso le comunità. Il modo migliore per ricordarlo è continuare a trasformare questa visione in opportunità concrete per le persone e per i territori".