Un investimento importante per rafforzare il ruolo internazionale di Rimini e sostenere la destagionalizzazione dei flussi turistici, che deve però procedere insieme agli interventi infrastrutturali necessari a tutelare la vivibilità della città. Confcooperative Romagna-Estense esprime il proprio sostegno al progetto presentato da Italian Exhibition Group per la nuova maxi arena da 15mila posti all'interno della Fiera di Rimini, la cui realizzazione è prevista per il 2029.
"Il progetto del nuovo cupolone della Fiera di Rimini è un intervento valido e necessario per sostenere una reale destagionalizzazione, attraendo flussi distribuiti in ogni mese dell'anno e consolidando il ruolo internazionale della città", sottolinea Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense. Per Savini, la rilevanza economica della Romagna rende necessario poter contare su un polo fieristico all'altezza del territorio, ma la crescita delle presenze deve essere accompagnata dalla tutela della vivibilità e del benessere dei cittadini.
"L'aumento delle presenze e la gestione di grandi eventi devono infatti viaggiare di pari passo con la qualità della vita di chi il territorio lo vive ogni giorno – prosegue Savini –. I cittadini non devono subire l'impatto dei maggiori flussi, ma essere messi nella condizione di risiedere e lavorare in una città sempre più vivibile".
Da qui la richiesta di affiancare al progetto della nuova arena un pacchetto di interventi sulla mobilità e sulla viabilità. In particolare, Confcooperative Romagna-Estense indica come prioritari la realizzazione di un nuovo casello autostradale dedicato alla fiera e il potenziamento dei collegamenti ferroviari, sia per evitare un aumento della congestione urbana sia per garantire un accesso più efficiente al polo fieristico.
A sottolineare l'importanza di cogliere questa fase per rafforzare la competitività del sistema riminese è anche Mirca Renzetti, vicepresidente di Confcooperative Romagna-Estense. "Le grandi opere si realizzano quando si presentano le giuste opportunità e oggi ci sono sia le condizioni sia le risorse a disposizione per fare questo investimento. Rinviare o esitare significa perdere la possibilità di mantenere Rimini ai massimi livelli dell'offerta turistica e fieristica".
Per Renzetti, il progetto rappresenta anche l'occasione per "colmare i ritardi infrastrutturali del passato", intervenendo contemporaneamente sulle opere necessarie a sostenere i nuovi flussi e garantire uno sviluppo equilibrato della città.
La posizione di Confcooperative tiene così insieme due esigenze: rafforzare la capacità attrattiva del polo fieristico e utilizzare l'investimento come leva di destagionalizzazione, senza trasferire sulla città le conseguenze dell'aumento dei visitatori e dei grandi eventi.
"Ci aspettiamo che la politica sappia prendere responsabilmente le decisioni giuste al momento giusto – conclude Savini –. Occorre dimostrare una visione ampia e consapevole, capace di guidare la crescita economica senza mai perdere d'occhio le esigenze concrete delle persone e la tenuta del nostro tessuto sociale".