CARO ENERGIA, A MODENA IN SOFFERENZA DUE COOPERATIVE SU TRE

CARO ENERGIA, A MODENA IN SOFFERENZA DUE COOPERATIVE SU TRE

I rincari pesano sul 65% delle aderenti a Confcooperative Terre d'Emilia, agroalimentare e trasporti tra i comparti più esposti. Maruccia: "Per la cooperazione sociale pesa anche il mancato adeguamento delle tariffe negli appalti pubblici".

giovedì 1 ottobre 2026

Il caro energia mette sotto pressione quasi due cooperative modenesi su tre. Secondo le stime di Confcooperative Terre d'Emilia, a Modena e provincia il 65% delle cooperative aderenti risulta direttamente esposto ai rincari, con conseguenze particolarmente rilevanti nell'agroalimentare e nella mobilità e nei trasporti. A queste si aggiungono le cooperative sociali, meno energivore ma caratterizzate da una maggiore fragilità finanziaria.

"Il quadro complessivo restituisce una fotografia preoccupante – afferma Ireneo Maruccia (nella foto in copertina), vicepresidente di Confcooperative Terre d'Emilia –. Sommando le cooperative più energivore e quelle più esposte a livello finanziario, quasi due cooperative su tre soffrono in modo non marginale a causa dei rincari".

 

Tra i comparti maggiormente interessati c'è l'agroalimentare, dove l'aumento dei costi energetici attraversa l'intera filiera. Nelle attività agricole pesano irrigazione, lavorazioni e gestione delle strutture; nella zootecnia i consumi di stalle, mungitura, refrigerazione e conservazione; nella trasformazione agroindustriale il funzionamento degli impianti produttivi.

 

Particolarmente esposti sono i caseifici, per l'energia necessaria alla lavorazione del latte, alla produzione e alla lunga stagionatura dei formaggi; il vitivinicolo, per le attività di cantina, refrigerazione e trasformazione; e l'ortofrutta, dove incidono refrigerazione, lavorazione, conservazione e movimentazione dei prodotti.

 

"Alla pressione dei costi energetici – sottolinea Maruccia – si contrappone la capacità di tenuta del mercato per alcune produzioni di eccellenza, come il Parmigiano Reggiano, riconosciute dai consumatori e apprezzate sui mercati internazionali".

 

Il caro energia si fa sentire anche nella mobilità e nei trasporti, dove all'aumento del prezzo dei carburanti si sommano i costi di gestione delle flotte e dei servizi. Per le cooperative che operano attraverso contratti e appalti, inoltre, diventa difficile trasferire tempestivamente gli aumenti sui corrispettivi.

 

"Si tratta di un elemento particolarmente rilevante per le cooperative che lavorano nei servizi regolati da contratti e appalti – spiega Maruccia –, dove l'adeguamento delle tariffe non sempre riesce a seguire la dinamica reale dei costi".

 

Una situazione diversa, ma altrettanto delicata, riguarda la cooperazione sociale. Le oltre cinquanta cooperative sociali modenesi aderenti a Confcooperative rappresentano circa un terzo delle associate e operano in servizi essenziali per le comunità: nidi e scuole dell'infanzia, servizi educativi per minori, strutture residenziali e assistenziali per anziani e persone con disabilità, cura e inserimento lavorativo di persone fragili, gestione di impianti sportivi e altri servizi di interesse collettivo.

 

"Alle bollette energetiche, alte anche in ragione del caldo estivo, e ai costi dei carburanti, si aggiunge un problema strutturale – dichiara Maruccia –. Molti servizi vengono svolti nell'ambito di appalti pubblici le cui tariffe non sono adeguate all'aumento dei costi, che non può essere assorbito indefinitamente senza conseguenze sulla sostenibilità economica dei servizi".

 

Da qui la richiesta alle istituzioni di intervenire per evitare che l'aumento dei costi comprometta la sostenibilità delle attività e dei servizi. "Chiediamo che la politica a ogni livello faccia la sua parte secondo quel paradigma di collaborazione che il mondo cooperativo ha sempre garantito alle amministrazioni pubbliche, soprattutto nell'ambito del sociale", conclude Maruccia.