GRANCHIO BLU, LE COOPERATIVE DI GORO PUNTANO SULLE OSTRICHE

GRANCHIO BLU, LE COOPERATIVE DI GORO PUNTANO SULLE OSTRICHE

Confcooperative Romagna-Estense in visita agli impianti di allevamento della Cooperativa Gorino e della Cooperativa Sant'Antonio. Incontro con CRAI e Cooperativa Italiana Catering per sviluppare nuovi sbocchi commerciali alle produzioni della Sacca di Goro.

mercoledì 24 giugno 2026

La crisi provocata dalla diffusione del granchio blu nella Sacca di Goro ha imposto alle cooperative della pesca la necessità di ripensare modelli produttivi e strategie di mercato. Da questa sfida nasce un percorso di diversificazione che vede protagonista una delle eccellenze del territorio: l'ostrica, allevata dalla Cooperativa Gorino e dalla Cooperativa Sant'Antonio.

Per sostenere questo percorso di innovazione, Confcooperative Romagna-Estense ha promosso una visita agli impianti di preingrasso delle ostriche presenti nella Sacca di Goro, coinvolgendo operatori della grande distribuzione e della ristorazione organizzata con l'obiettivo di aprire nuove opportunità di mercato alle produzioni locali.

 

"Un primo passo è stato compiuto grazie al finanziamento, attraverso il Fondo Sviluppo, di uno studio dedicato alla valorizzazione della polpa del granchio blu", afferma il presidente di Confcooperative Romagna-Estense Roberto Savini. "Parallelamente, le cooperative del territorio hanno avviato un importante investimento sull'allevamento e la commercializzazione di particolari varietà di ostriche: la Mignon e la Lampa della Cooperativa Gorino e la Golden e la Black Oyster della Cooperativa Sant'Antonio".

 

L'interesse verso queste produzioni è emerso con forza già durante il Vinitaly, dove Confcooperative aveva favorito il dialogo tra il sistema delle cooperative della pesca e il mondo della ristorazione e della distribuzione organizzata.

 

"Da qui è nato un confronto con realtà nazionali come CRAI e Cooperativa Italiana Catering, oggi presenti a Goro, registrando un immediato interesse per una produzione che unisce qualità, sostenibilità ambientale e forte identità territoriale", prosegue Savini.

 

La visita ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra il mondo della pesca cooperativa e quello della distribuzione e del catering, in una fase particolarmente delicata per l'economia della Sacca di Goro.

 

"Di fronte alle difficoltà generate dal granchio blu, le cooperative stanno dimostrando grande capacità di reazione e innovazione. Il nostro compito è accompagnarle nella ricerca di nuove opportunità, favorendo incontri e partnership capaci di creare valore per le imprese, occupazione e sviluppo per il territorio".

 

Alla visita hanno partecipato, oltre al presidente Savini, il direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense Ruggero Villani, i responsabili agroalimentare e pesca Riccardo Nascè e Paola Cambiuzzi, il presidente di CRAI Luca Villanova e la direttrice Monica Purificato, il presidente di Cooperativa Italiana Catering Roberto Zanobi, Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna, e il direttore di Confcooperative Consumo e Utenza Antonio Amato.

 

L'obiettivo è ora sviluppare nuovi canali commerciali in grado di valorizzare le produzioni della Sacca di Goro e contribuire al rafforzamento economico e sociale delle cooperative ittiche locali.

 

"È la dimostrazione di come dalla capacità cooperativa di fare rete, mettendo al centro persone, comunità e territori, possano nascere risposte concrete alle sfide del presente e nuove prospettive di sviluppo per l'economia del mare", conclude Savini.