Il Gruppo Apo Conerpo chiude il 2025 con conferimenti sostanzialmente stabili e una significativa crescita del valore commercializzato. Dopo il forte recupero produttivo registrato nel 2024, la principale organizzazione di produttori ortofrutticoli europea consolida infatti i propri volumi e rafforza la capacità di valorizzare il prodotto in un contesto ancora segnato da instabilità climatica, fitosanitaria ed economica.
Nel 2025 i conferimenti complessivi dei soci hanno raggiunto 954.848 tonnellate, in lieve calo rispetto all'anno precedente (-1,4%), ma in crescita del 24,2% rispetto al 2023, annata fortemente penalizzata da alluvioni e gelate tardive. Il fatturato consolidato del Gruppo è invece salito a 563 milioni di euro, con un incremento del 15% rispetto al 2024.
Un risultato sostenuto dal lavoro delle società commerciali Alegra, Naturitalia e Valfrutta Fresco, a cui si aggiungono le performance di Brio e Opera, che hanno consentito di valorizzare il prodotto disponibile e presidiare efficacemente i diversi mercati di riferimento.
"Il 2025 conferma che il recupero del 2024 non è stato un episodio isolato, ma il risultato della tenuta del nostro sistema cooperativo e della capacità del Gruppo Apo Conerpo e delle cooperative associate di organizzare, programmare e valorizzare il lavoro dei soci produttori", commenta il presidente Davide Vernocchi.
Permangono tuttavia forti differenze tra i comparti produttivi. La frutta registra un calo complessivo del 13%, con flessioni particolarmente marcate per albicocche (-40%) e pere (-31%), mentre il comparto orticolo cresce del 3,9%, trainato soprattutto dal pomodoro da industria (+5,4%). Segnali positivi arrivano anche da carote (+17,3%) e kiwi (+17,5%).
Secondo Vernocchi, proprio in questo contesto si misura il valore dell'organizzazione cooperativa. "In un'annata caratterizzata da difficoltà produttive per diverse specie frutticole, la capacità di segmentare i mercati, valorizzare le diverse destinazioni commerciali e sostenere il prezzo medio ha fatto la differenza per la redditività delle aziende agricole socie".
Sul piano economico, il Gruppo conferma una situazione patrimoniale solida e una crescente capacità di redistribuire valore ai produttori. "Siamo riusciti non solo a migliorare i risultati della scorsa annualità, ma anche a sostenere investimenti in ricerca e innovazione e a generare risorse da restituire direttamente ai soci", sottolinea il direttore generale Daniele Maria Ghezzi.
Particolare attenzione è stata dedicata agli strumenti di tutela delle imprese agricole. Nel 2025 Apo Conerpo ha rafforzato i fondi mutualistici e gli strumenti di gestione del rischio, a partire dalla ricostituzione con un ulteriore milione di euro del fondo contro i danni provocati dalla cimice asiatica.
Accanto ai fondi già operativi per il comparto orticolo e frutticolo, sono inoltre in fase di sviluppo due nuovi strumenti mutualistici: uno dedicato alla filiera del pisello da industria, che negli ultimi cinque anni ha registrato una riduzione delle superfici coltivate del 40%, e uno destinato a coprire i rischi climatici e fitosanitari legati agli investimenti aziendali.
La ricerca continua infine a rappresentare una leva strategica per il futuro del Gruppo. Attualmente Apo Conerpo è impegnata, insieme ai propri partner scientifici e all'AOP FINAF, in 30 progetti di ricerca, tra attività già operative e iniziative in fase di avvio, per un investimento complessivo superiore a 1,2 milioni di euro all'anno.
Le attività riguardano ambiti cruciali per il futuro dell'ortofrutta italiana: difesa integrata, sostenibilità ambientale, adattamento ai cambiamenti climatici, innovazione varietale e sviluppo delle nuove tecniche genomiche.
"La vera sfida oggi non è soltanto commercializzare meglio, ma permettere alle aziende agricole di continuare a produrre", conclude Vernocchi. "Per questo continueremo a investire in ricerca, mutualità e organizzazione di filiera, perché la competitività del Gruppo nasce prima di tutto dalla tenuta delle imprese agricole socie".
(In copertina, da sx: Il direttore Ghezzi e il presidente Vernocchi)