EORTÈ APRE UNA CICLOFFICINA SOCIALE PER I MINORI FRAGILI

EORTÈ APRE UNA CICLOFFICINA SOCIALE PER I MINORI FRAGILI

Il progetto della cooperativa sociale aderente a Confcooperative Terre d’Emilia punta a contrastare dispersione scolastica e disagio giovanile attraverso laboratori educativi, economia circolare e mobilità sostenibile.

giovedì 28 maggio 2026

A Soliera, nei locali adiacenti al social market “Il Pane e le Rose”, è nata una nuova ciclofficina sociale promossa dalla cooperativa sociale Eortè, realtà aderente a Confcooperative Terre d’Emilia. Il progetto, denominato “Freni e cassoni education lab”, nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile attraverso percorsi educativi e attività pratiche rivolte a minori in situazione di fragilità segnalati dalle scuole.

La ciclofficina rappresenta uno spazio in cui il lavoro manuale diventa strumento di inclusione, crescita personale e relazione. I ragazzi coinvolti possono sperimentare laboratori educativi e acquisire competenze tecniche legate alla riparazione delle biciclette, contribuendo allo stesso tempo alla promozione della mobilità sostenibile e dell’economia circolare.

 

“È uno spazio in cui il lavoro manuale diventa occasione educativa, relazione e possibilità di crescita – spiega Roberto Zanoli, presidente di Eortè –. Qui i ragazzi possono sentirsi accolti e ascoltati. Imparano a stare insieme e collaborare concretamente, apprendono competenze tecniche utili per la comunità oltre che per sé stessi: in questo modo costruiscono fiducia, appartenenza e nuove opportunità”.

 

Il progetto è sostenuto dal Comune di Soliera e coinvolge diverse realtà associative del territorio, tra cui Arci Soliera, l’associazione Il Pane e le Rose, Fiab, il comitato Popolarissimo della Balorda e la Ciclofficina di Modena. Fondamentale anche il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che ha sostenuto l’iniziativa con un finanziamento di 10 mila euro.

 

“La ciclofficina è il tipo di risposta che una comunità può darsi quando decide di prendersi cura dei propri ragazzi e spazi – ha sottolineato la sindaca di Soliera, Caterina Bagni –. Recuperare biciclette rotte o abbandonate per trasformarle in mezzi di inclusione, formazione e mobilità è un gesto semplice e potente allo stesso tempo”.

 

L’esperienza avviata da Eortè si propone ora anche come possibile modello replicabile per altri territori interessati a sviluppare progetti innovativi capaci di affrontare le nuove sfide educative e sociali attraverso il coinvolgimento della comunità.