È stato rinnovato a soli quattro mesi dalla scadenza il Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non imbarcato dipendente dalle cooperative del settore pesca e acquacoltura. L’intesa, valida per il quadriennio 2026-2029, è stata sottoscritta da Agci Pesca e Acquacoltura, Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare insieme alle organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Pesca.
L’accordo prevede un incremento retributivo complessivo del 9,5%, articolato in due tranche: la prima con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e la seconda dal 1° gennaio 2027. Accanto agli aumenti salariali, il rinnovo introduce anche una serie di aggiornamenti normativi finalizzati ad adeguare il contratto ai nuovi bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori e alle esigenze organizzative delle cooperative. Tra i temi affrontati figurano la genitorialità, l’indennità di malattia e la previdenza complementare.
“Il rinnovo raggiunto in tempi rapidi – sottolineano le centrali cooperative – conferma il buono stato delle relazioni sindacali in una fase particolarmente delicata per il comparto ittico e acquicolo. Un risultato importante che garantisce tutela del potere d’acquisto dei lavoratori e continuità alle imprese cooperative”.
Le organizzazioni firmatarie hanno inoltre evidenziato che il confronto proseguirà anche sul rinnovo del contratto relativo al personale imbarcato, per il quale nel 2025 era stato sottoscritto un accordo ponte di proroga annuale. Secondo le centrali cooperative resta prioritario rafforzare gli strumenti di integrazione salariale dedicati a pesca e acquacoltura, con l’obiettivo di costruire un sistema più moderno ed efficace in grado di rispondere alle difficoltà economiche e produttive che il settore sta attraversando.