MODENA, LA PORTA BELLA GESTIRÀ UN BENE CONFISCATO

MODENA, LA PORTA BELLA GESTIRÀ UN BENE CONFISCATO

La cooperativa sociale aderente a Confcooperative Terre d’Emilia coordinerà una rete di 24 realtà per uno spazio aperto alla città

lunedì 30 marzo 2026

Sarà la cooperativa sociale La Porta Bella di Modena, aderente a Confcooperative Terre d’Emilia, a coordinare la rete di associazioni e gruppi informali che daranno vita a un nuovo spazio polifunzionale all’interno dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata in via Anderlini 89/D, nel quartiere Sacca. La decisione è stata assunta dalla Giunta comunale di Modena, che ha approvato la delibera per l’individuazione dei soggetti e dei progetti destinati a valorizzare l’immobile attraverso attività sociali e culturali.

Il progetto si distingue per un approccio collaborativo, che punta a coinvolgere una pluralità di realtà del territorio. “È stato accolto positivamente l’intento dell’amministrazione di andare oltre la semplice assegnazione dello spazio a un operatore, a favore di un insieme di realtà del territorio che dovranno collaborare tra loro – ha dichiarato l’assessore alla legalità e antimafia Vittorio Ferraresi – Ora la sfida è creare rete e fare un lavoro collegiale che consenta di rendere lo spazio vivo e attrattivo durante tutta la settimana”.

 

Alla cooperativa La Porta Bella, attiva da 27 anni con servizi rivolti in particolare a minori e famiglie, l’immobile è stato assegnato in concessione d’uso gratuito fino al 31 dicembre 2027, con un contributo complessivo di 23 mila euro. La cooperativa si occuperà della segreteria organizzativa, del front office e del supporto alla progettazione, oltre alla promozione delle attività. All’interno dello spazio saranno attivati servizi di ascolto per i cittadini, percorsi di orientamento al lavoro per i giovani, iniziative di digitalizzazione e laboratori dedicati a bambini e genitori.

 

Accanto alla cooperativa opereranno 24 associazioni e gruppi informali, selezionati tramite bando e sostenuti con un finanziamento complessivo di 49 mila euro. Le attività previste spaziano dalla musica al teatro, dai laboratori artistici e cinematografici alle iniziative di riciclo e giardinaggio, fino a proposte legate al benessere, all’educazione alimentare e all’autoimprenditorialità. Un’offerta ampia e diversificata che mira a trasformare il bene confiscato in un presidio sociale aperto e inclusivo.

 

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Per un riuso sociale e collettivo del bene confiscato alla criminalità organizzata”, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, e rappresenta un esempio concreto di come il riutilizzo dei beni confiscati possa generare valore sociale, promuovere legalità e rafforzare il tessuto comunitario.