L’OVILE, TORNA IL FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’OVILE, TORNA IL FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Accordo tra il Liceo artistico e la cooperativa sociale L’Ovile per la seconda edizione reggiana del Festival promosso da ASviS. Oltre 20 Comuni coinvolti nel territorio provinciale.

mercoledì 11 febbraio 2026

Saranno i giovani a dare volto e voce alla seconda edizione reggiana del Festival dello Sviluppo Sostenibile, la più grande rassegna italiana dedicata alla promozione della sostenibilità ambientale, economica e sociale promossa da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. A Reggio Emilia, l’iniziativa è organizzata dalla cooperativa sociale L’Ovile, con il patrocinio dell’Università di Modena e Reggio Emilia e della Provincia di Reggio Emilia, e con l’adesione della maggior parte dei Comuni reggiani.

Dopo i 75 eventi proposti lo scorso anno, l’edizione 2026 punta con decisione sul protagonismo delle nuove generazioni. Un accordo firmato nei giorni scorsi sancisce infatti il coinvolgimento diretto di 14 classi del Liceo artistico statale “Gaetano Chierici”, per un totale di oltre 300 studenti. A loro è affidato il compito di ideare e realizzare opere artistiche dedicate al tema dello sviluppo sostenibile, che saranno poi esposte in modo capillare sul territorio provinciale.

 

“Il Festival – sottolinea il presidente della cooperativa sociale L’Ovile, Valerio Maramotti – sarà particolarmente ricco, anche quest’anno, di appuntamenti ed eventi realizzati in collaborazione con decine di soggetti, pubblici e privati, particolarmente impegnati sulla tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile”. In questo contesto, aggiunge, “il coinvolgimento di oltre 300 giovani assume una valenza del tutto particolare, perché mobilita la loro creatività e la loro sensibilità su temi estremamente importanti, facendo sì che le loro competenze siano portatrici di visioni e messaggi che inducano tutti a riflessioni e azioni sulla tutela del più grande patrimonio che le persone hanno in comune”.

 

Un impegno condiviso dalla dirigente scolastica del “Chierici”, Elena Ferrari, che evidenzia come “i giovani si dimostrano molto più sensibili delle precedenti generazioni alle questioni attinenti la tutela dell’ambiente, ma hanno anche uno sguardo sul mondo molto ampio e una particolare sensibilità rispetto ad un uso delle risorse che garantisca un futuro sostenibile”. Da qui la scelta di aderire a un progetto che utilizza “un linguaggio universale, come quello artistico, per affrontare temi attorno ai quali occorre consolidare prassi più rispettose dell’ambiente e nuove conoscenze e consapevolezze sull’incidenza che le risorse naturali hanno sulle relazioni tra Paesi e su come i cambiamenti climatici influiscano sulla vita delle persone e sugli stessi movimenti dei popoli”. Le 14 classi hanno già avviato il lavoro creativo e, nel mese di maggio, le opere saranno collocate nei luoghi individuati dai Comuni reggiani che aderiranno alla proposta del Festival, ad oggi oltre 20.