AL VILLAGGIO MAFALDA UN RESTYLING INCLUSIVO

AL VILLAGGIO MAFALDA UN RESTYLING INCLUSIVO

Gli spazi della comunità di Forlì gestita dalla coop sociale Paolo Babini ripensati in collaborazione con il Politecnico di Torino nell’ambito di un percorso di co-progettazione.

martedì 19 dicembre 2023

Ripensare insieme gli spazi in cui si vive, dalla loro ideazione fino alla realizzazione vera e propria, per stare in armonia, risanando le fratture create dalla pandemia tra i vari gruppi che abitano nel Villaggio Mafalda a Forlì. È questa la strada che la cooperativa sociale Paolo Babini, fondatrice di questa importante opera del terzo settore, ha intrapreso da un anno a questa parte in collaborazione con il Politecnico di Torino. Un progetto condiviso con l’intera comunità, nato da un incontro quasi fortuito ma capace di dare vita a un percorso che porterà al restyling del Villaggio sia dal punto di vista architettonico che delle relazioni sociali. Sorto nel 2006, questo spazio ha aiutato più di 150 giovani accompagnandoli verso una nuova famiglia o verso l'autonomia, rispondendo ai bisogni di accoglienza di neonati, bambini, adolescenti e mamme in difficoltà con i loro figli. Oggi sono più di 50 le persone che vi operano, promuovendo sul territorio la cultura della solidarietà.

 

“Tutto è nato da un corso di senior social housing finanziato dalla Regione Emilia Romagna - racconta Melissa Ficiarà, pedagogista della cooperativa sociale Paolo Babini, realtà aderente a Confcooperative Romagna -. È in quell’occasione che conoscemmo il professor Cristian Campagnaro del Politecnico di Torino, che insieme alla designer Sara Ceraolo e al suo staff sta portando avanti questo progetto di architettura condivisa. Il Covid, per una comunità che si occupa di fragilità come la nostra, fondata sull’inclusione sociale, ha generato difficoltà relazionali tra le persone che si sono ritrovate isolate nonostante vivessero insieme. Le loro esigenze sono cambiate e il design del villaggio non riusciva più a soddisfarle. Insomma, avevamo bisogno di ripensare gli spazi, sia interni che esterni. E così abbiamo pensato al professor Campagnaro”.

 

La collaborazione con il Politecnico di Torino ha dato vita a un’autentica co-progettazione degli spazi del Villaggio Mafalda, articolata in tre step: individuazione dei bisogni e delle criticità, ideazione degli arredi, realizzazione. Il tutto partendo dalle idee dei componenti della comunità, nessuno escluso. “Prima abbiamo formato i nostri operatori e volontari sul linguaggio della coabitazione - spiega Melissa Ficiarà -. Poi abbiamo incontrato più volte i rappresentanti dei gruppi del villaggio per rileggere il contesto sociale e capire i bisogni abitativi delle persone. Ognuno di noi vede e sente questo spazio come qualcosa di diverso: la propria casa, il proprio lavoro, il luogo dove svolgere volontariato. Rifaremo il salone polifunzionale, dove si mangia tutti insieme e si svolgono tante altre attività; le soglie che segnano i confini tra i vari servizi, che daranno semplici indicazioni e non fungeranno da barriere; gli spazi verdi, a partire da alcune sedute di cui abbiamo già realizzato i prototipi”.

 

Per concludere i lavori bisognerà attendere la fine del 2024. Ma il progetto procede. Il professor Campagnaro, con il suo staff, ha visitato il Villaggio Mafalda restando ospite per due giorni. Lo ha conosciuto e ha scoperto il modo in cui le persone lo abitano, facendo foto degli angoli più nascosti e di quelli più importanti per poi realizzare il progetto architettonico. “A breve concluderemo la trasformazione della sala polivalente con la messa a terra del progetto esecutivo di riqualificazione, dopo l'Epifania ci occuperemo del ‘verde’ trasformando i prototipi delle quattro sedute in panchine multi-funzionali utilizzabili dalla comunità - conclude Melissa Ficiarà -. A seguire ci dedicheremo all’arredo degli interni e infine alle soglie. Contiamo di trovare le risorse attraverso il fundraising oppure tramite il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che nel 2023 ha finanziato importanti interventi strutturali per riqualificare il tetto e i pannelli fotovoltaici ed è sempre pronta a darci una mano. Così come ha fatto il Politecnico di Torino, che da maggio a settembre ha deciso di investire ore ed energie su questo progetto partecipativo dimostrando grande professionalità e umanità: la bravura con cui il professor Campagnaro e i suoi ragazzi sono entrati nel contesto del villaggio, senza far cadere nulla dall’alto e valorizzando le idee portate da altri, ne è l’emblema. Ciò ha fatto accrescere l’autostima dei membri della nostra comunità, risanando le fratture interne e permettendoci di scoprire che anche le persone fragili possono essere risorse molto importanti per il Villaggio Mafalda”.

 

A cura dell’ufficio stampa e comunicazione di Confcooperative Romagna.

 

Nelle foto, alcune immagini del lavoro di co-progettazione avviato questa estate al Villaggio Mafalda tra la coop sociale Paolo Babini e i tecnici del Politecnico di Torino.