GUSTO COOPERATIVO, TAPPA A FERRARA E CORREGGIO

GUSTO COOPERATIVO, TAPPA A FERRARA E CORREGGIO

Continuano le lezioni rivolte agli studenti delle scuole superiori alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche della regione, con il contributo delle cooperative.

martedì 14 dicembre 2021

Continuano le iniziative nelle scuole superiori della regione promosse da Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna per valorizzare le eccellenze enogastronomiche cooperative raccontate nella guida “Gusto della Cooperazione”. Negli ultimi giorni il team composto dal divulgatore ed esperto di comunicazione agroalimentare, Daniele De Leo, e da Davide Pieri di Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna, insieme ai rappresentanti delle cooperative coinvolte, ha fatto tappa martedì 7 dicembre all’Istituto turistico alberghiero Orio Vergani di Ferrara e venerdì 10 dicembre all’Istituto Convitto Nazionale Rinaldo Corso di Correggio, in provincia di Reggio Emilia.

 

ISTITUTO ORIO VERGANI DI FERRARA

Alla lezione tenutasi nell’Istituto ferrarese erano presenti i ragazzi di quattro classi di terza con i quali si sono intrattenuti Andrea Galli, che ha parlato del Consorzio della Patata di Bologna DOP; Eleonora Mota, vicepresidente della cooperativa sociale Integrazione Lavoro; Silvia Pulvirenti di Confcooperative Ferrara.

Andrea Galli ha spiegato ai giovani alunni ruolo e funzioni del Consorzio di Tutela della Patata di Bologna DOP, nato per volontà delle cooperative attive nel sistema pataticolo bolognese, e di AgriPat nel suo ruolo sia di OP (Organizzazione di Produttori) che di cooperativa agricola che associa agricoltori singoli e cooperative, andando a coprire quasi il 95% del mercato e svolgendo assistenza tecnica commerciale diretta e divulgativa, con particolare riguardo all’applicazione dei disciplinari di produzione della Patata DOP. Si è quindi parlato del ruolo del Consorzio di Tutela della Patata di Bologna DOP., che dà valore all’alta qualità, protegge l’originale provenienza e garantisce l’autenticità di questo prodotto.

Eleonora Mota ha poi raccontato l’attività della cooperativa sociale Integrazione Lavoro, nata nel 1992 con l’obiettivo di avviare al lavoro persone con disabilità in uscita dalla scuola e dai corsi di formazione. Una piccola impresa dove si sviluppano servizi a misura delle persone con uno sguardo attento alla sostenibilità e allo sviluppo economico; non si progetta attività sociale – ha spiegato - senza una conoscenza chiara dei bisogni delle persone e delle professionalità richieste. Integrazione Lavoro ha anche aperto una fattoria didattica, Il Fienile di Baura, con lo scopo di accogliere scolaresche e famiglie con visite guidate, racconti di storie, brevi lezioni teoriche, laboratori, riscoperta di giochi all’aperto, conoscenza di piante ed animali; in fattoria si producono anche ottime marmellate che sono state parte dell’assaggio che è stato proposto alla fine dell’incontro.

Silvia Pulvirenti, insieme a Davide Pieri, ha sottolineato l’importanza del fare impresa in forma cooperativa, dell’importanza di valorizzare la capacità e qualità di ogni persona e del carattere democratico e trans-generazionale di questo particolare modello d’impresa, che tante volte rappresenta oltre il 50% del fatturato in tutti i settori di attività economica.

Pulvirenti ha anche presentato ai ragazzi con un video la cooperativa sociale Work&Services di Comacchio (FE), che gestisce la Manifattura dei Marinati e che coinvolge ragazzi con svantaggi nella lavorazione di prodotti tipici del territorio come le alici e le anguille.

Insieme a De Leo, Davide Pieri ha sottolineato l’importanza ed i valori distintivi delle realtà cooperative non solo in campo agroalimentare ma anche in tutti i settori sia produttivi che socio-assistenziali; durante l’incontro, gli studenti hanno dimostrato un’ottima preparazione di base e sono stati coinvolti nelle riflessioni in maniera giocosa, rispettando i distanziamenti e muniti di mascherina.

De Leo ha sottolineato l’importanza delle produzioni di qualità, nelle quali l’Emilia-Romagna eccelle come prima regione in Italia ed in Europa (sono 44 i prodotti DOP ed IGP), che devono poter essere acquistate ad un giusto prezzo, che permetta ai produttori di coprire i costi produttivi, sempre più alti, mantenendo un guadagno sufficiente al proseguimento dell’attività.

L’incontro, che si è concluso con un festoso assaggio di alcuni prodotti tipici, è stato curato e realizzato grazie alla disponibilità ed alla passione delle prof.sse Maria Rosaria Testa ed Anna Gunalaki, e l’attività è stata concordata con il dirigente scolastico Massimiliano Urbinati, da sempre attento nel cercare di proporre una didattica coinvolgente.

 

ISTITUTO CONVITTO NAZIONALE RINALDO CORSO DI CORREGGIO

Tenutasi venerdì 10 dicembre, la lezione ha visto la partecipazione di una classe terza e alcuni ragazzi di quarta per rispettare le distanze anti-Covid. Ospiti della mattinata insieme a De Leo e Pieri, anche alcuni rappresentanti di importanti realtà cooperative dell’area reggiana.

Damiano Morini, vicepresidente della cantina Emilia Wine, ha raccontato come i 1.500 ettari di vigneti dei 700 soci viticoltori siano frutto della fusione di 3 diverse realtà, si estendono in un vasto territorio che va dalle pianure di Correggio, San Martino e Rubiera e si estende fino ai Colli reggiani di Arceto, Scandiano e Casalgrande. Ogni terreno ha la sua uva preferita, i terreni di pianura, tendenzialmente freschi e argillosi, si prestano ad Ancellotta e Lambruschi, in quelli di collina, più asciutti e soleggiati, si coltivano anche i vitigni a bacca bianca quali Spergola, Malvasie e Sauvignon.

Il consigliere della Latteria Sociale Rubbianino, Marcello Vezzani, ha parlato della produzione di Parmigiano Reggiano, formaggio DOP che ci viene invidiato e copiato in tutto il mondo ma che può essere prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova, alla destra del fiume Po.

Il caseificio oggi è composto da 9 soci ma sono molte di più (quasi una trentina) le famiglie coinvolte alla Latteria Rubbianino che vedono come principale fonte di reddito della propria azienda agricola la produzione di Parmigiano Reggiano; il caseificio è dotato di una settantina di caldaie e la produzione è circa di 50 mila forme all’anno.

La cooperativa è uno strumento democratico che, se correttamente gestita, consente di massimizzare il prezzo del latte conferito e questo è testimoniato da molte indagini statistiche sul tema.

Vezzani ha concluso il proprio intervento ricordando che da secoli il Parmigiano Reggiano viene prodotto solamente con latte, sale e caglio e portando 2 punte di formaggio con diverso grado di stagionatura, perché anche i ragazzi solo sentendolo, potessero capire l’importanza di una corretta stagionatura sul sapore del prodotto finale.

 

Il presidente Pietro Ghirardini ha raccontato della propria esperienza presso la cooperativa agricola La Lucerna; la cooperativa è nata da una scelta di vita e di lavoro di un gruppo di amici che nel 1987 hanno iniziato ad accogliere persone in difficoltà. Da queste premesse è nata La Lucerna che ha da subito abbracciato l’agricoltura biologica. Ghirardini ha poi invitato i ragazzi ad andare a trovarlo in cooperativa e li ha incoraggiati a cercare la loro strada, senza abbattersi di fronte alle normali difficoltà che incontreranno ed ha consigliato loro lo strumento cooperativo perché democratico ed utile alla realizzazione dei propri interessi, in base alle competenze di ogni socio.

L’incontro è stato curato e realizzato grazie alla disponibilità ed alla passione del prof. Marino Pizzuti.

 

Nella foto principale, Daniele De Leo durante l’intervento all’Istituto Orio Vergani di Ferrara. In gallery le altre foto dell’incontro con gli studenti ferraresi e di Correggio.