Individuare nuovi strumenti per sostenere le imprese cooperative impegnate in attività di interesse pubblico, soprattutto nei territori e nei settori in cui il mercato non riesce a garantire servizi adeguati. È questo l'obiettivo del percorso biennale dedicato ai Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG), avviato il 3 novembre a Bologna da Confcooperative Emilia Romagna, con il supporto di Social Seed. Un primo appuntamento di approfondimento sulle opportunità offerte dalla normativa europea per lo sviluppo della cooperazione e dell'economia sociale, anche alla luce della Legge regionale 6/2023 dell'Emilia-Romagna.
Ad aprire i lavori è stato Pierlorenzo Rossi, direttore di Confcooperative Emilia Romagna, che ha richiamato la necessità di rafforzare le competenze del sistema associativo e sviluppare nuove modalità di interlocuzione con le istituzioni. "Dobbiamo essere in grado non solo di comprendere il linguaggio della pubblica amministrazione, ma anche di proporre soluzioni", ha sottolineato Rossi, evidenziando l'importanza di costruire proposte concrete insieme agli enti pubblici per rispondere ai bisogni delle comunità. Il confronto ha approfondito le possibilità offerte dai SIEG, che consentono alle amministrazioni di riconoscere specifici obblighi di servizio pubblico e prevedere compensazioni economiche per garantirne lo svolgimento. Un esempio concreto è arrivato da Samuel Cornella, della Federazione Trentina della Cooperazione, che ha illustrato l'esperienza dei negozi multiservizi nelle aree montane del Trentino. Un modello che ha permesso di passare da 52 a 109 esercizi sostenuti, con contributi complessivi di circa 3,5 milioni di euro annui. "Il punto è riconoscere il valore di servizi che, pur non riuscendo a sostenersi esclusivamente attraverso il mercato, svolgono una funzione essenziale per le comunità", ha spiegato Cornella.
Centrale anche il rapporto tra cooperative e pubbliche amministrazioni, chiamate a condividere obiettivi e individuare gli strumenti più appropriati per raggiungerli. Su questo aspetto si è soffermato Luciano Gallo, esperto di contratti pubblici, innovazione sociale e diritto del Terzo settore di ANCI Emilia-Romagna. "Dobbiamo lavorare per obiettivi, non per procedure", ha osservato, sottolineando l'importanza di partire dai bisogni concreti dei territori e costruire competenze condivise tra enti locali, Regione e soggetti dell'economia sociale.
A completare il quadro è stato Vincenzo Sisci, avvocato esperto di economia sociale, che ha approfondito il rapporto tra SIEG, disciplina europea degli aiuti di Stato e principio di sussidiarietà, evidenziando le opportunità di applicazione per le imprese cooperative. "Da un lato c'è un tema tecnico-giuridico, perché i SIEG sono una normativa complessa. Dall'altra parte c'è un tema culturale e istituzionale che parte dal mondo delle imprese e della cooperazione, ma coinvolge soprattutto i nostri interlocutori e partner pubblici. È necessario che questi strumenti, nonostante siano complessi, vengano conosciuti", ha spiegato Sisci, indicando nella formazione e nel confronto con le amministrazioni due condizioni fondamentali per favorirne l'utilizzo. "Possiamo lavorare sull'individuazione degli ambiti economici in cui è riscontrabile un fallimento del mercato, ricordando che l'Unione Europea attribuisce un'ampia discrezionalità agli Stati membri e a tutta la filiera istituzionale, fino al singolo Comune, nell'individuare i servizi di interesse generale", ha aggiunto Sisci. Un percorso che può partire anche dalle attività individuate dal Codice del Terzo settore e dalla normativa sull'impresa sociale, per esplorare possibili applicazioni nei servizi sociali e sociosanitari, nell'abitare e in altri ambiti di interesse collettivo. Una volta individuati i servizi, occorre definire gli obblighi di servizio pubblico e le relative compensazioni economiche, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Dal dibattito è emersa la necessità di affiancare all'approfondimento normativo un lavoro di individuazione dei possibili ambiti di applicazione dei SIEG in Emilia-Romagna, valorizzando anche le opportunità offerte dalla Legge regionale sull'economia sociale. È questa la prospettiva delle prossime tappe del percorso promosso da Confcooperative Emilia Romagna: trasformare gli strumenti disponibili in progetti concreti, capaci di sostenere le imprese cooperative e rafforzare i servizi di interesse generale nei territori.