Il trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna deve fare i conti con uno squilibrio economico sempre più difficile da sostenere: le imprese private che garantiscono oltre il 20% dei servizi su gomma nella regione registrano perdite stimate in quasi 10 milioni di euro all'anno. È l'allarme lanciato dal CAIPET, il Comitato delle associazioni delle imprese private esercenti il trasporto di persone su strada, durante la conferenza stampa del 12 ottobre al Sav Hotel di Bologna, alla quale è intervenuto anche Alessio Passini in rappresentanza di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna.
Il Comitato riunisce ANAV Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confartigianato Imprese Emilia-Romagna, Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna e Legacoop Emilia-Romagna. All'incontro con la stampa hanno partecipato, oltre a Passini, il coordinatore del CAIPET Davide Missiroli (Legacoop Emilia-Romagna), Marco Bonelli (ANAV Emilia-Romagna), Stefano Pollini (CNA Emilia-Romagna) e Zeno Gobetti (Confartigianato Imprese Emilia-Romagna).
Secondo la relazione tecnica presentata dal Comitato, le imprese private registrano una perdita media di 43 centesimi per ogni chilometro percorso, su oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti ogni anno. Una situazione determinata dal progressivo aumento dei costi di gestione, che i corrispettivi riconosciuti agli operatori non riescono più a coprire.
A incidere sono soprattutto i rincari del gasolio, cresciuto mediamente del 37% tra marzo e settembre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, con extracosti stimati in circa 19 centesimi al chilometro per il solo 2026. A questi si aggiungono gli effetti del rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, che ha comportato un incremento del costo del lavoro nell'ordine del 15%, e gli aumenti delle spese per assicurazioni, manutenzioni e ricambi.
Le misure nazionali di sostegno, secondo il CAIPET, si sono rivelate insufficienti: gli interventi sulle accise non hanno prodotto benefici efficaci per il settore, mentre il credito d'imposta ha coperto meno di un terzo degli aumenti. Sullo sfondo resta il sottofinanziamento strutturale del trasporto pubblico locale, con un fabbisogno aggiuntivo del Fondo Nazionale Trasporti stimato dal Comitato in oltre 1,2 miliardi di euro all'anno.
L'iniziativa si inserisce nel confronto avviato nei mesi scorsi con la Regione Emilia-Romagna e con l'assessora alla Mobilità e ai Trasporti Irene Priolo, che il CAIPET giudica positivamente e dal quale auspica possano arrivare soluzioni concrete.
Tre le richieste avanzate dal Comitato: l'istituzione di un tavolo regionale permanente con Regione, agenzie per la mobilità e operatori pubblici e privati, per affrontare in modo coordinato gli squilibri contrattuali; lo stanziamento di risorse aggiuntive nel bilancio regionale 2027; un'iniziativa istituzionale nei confronti del Governo per ottenere un adeguamento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti e misure efficaci di compensazione degli extracosti sostenuti dalle imprese.
"Quando produrre un chilometro costa strutturalmente più di quanto viene riconosciuto, il sistema non regge. La sostenibilità finanziaria è la precondizione assoluta per tutelare il diritto alla mobilità e la continuità di un servizio pubblico essenziale", sottolinea il CAIPET, richiamando la necessità di un intervento urgente e coordinato, accompagnato da un provvedimento straordinario per il 2026.
La preoccupazione riguarda non soltanto la tenuta economica delle imprese, ma anche la continuità e la capillarità dei collegamenti, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne e montane, dove il trasporto pubblico locale rappresenta un servizio fondamentale per cittadini e comunità.
Nella foto i rappresentanti delle associazioni intervenute, da sinistra: Davide Missiroli (coordinatore CAIPET, Legacoop Emilia-Romagna), Zeno Gobetti (Confartigianato Imprese Emilia-Romagna), Alessio Passini (Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna), Marco Bonelli (ANAV Emilia-Romagna), Stefano Pollini (CNA Emilia-Romagna)