PESCA E ACQUACOLTURA, AL VIA GLI STATI GENERALI REGIONALI

PESCA E ACQUACOLTURA, AL VIA GLI STATI GENERALI REGIONALI

Tre tappe a Goro, Cesenatico e Rimini per costruire insieme a imprese, cooperative, marinerie, istituzioni e ricerca le strategie per il futuro del settore. Al centro redditività, innovazione, ricambio generazionale e nuova programmazione europea.

martedì 8 settembre 2026

Prenderanno il via il 25 settembre da Goro gli Stati generali della pesca e dell'acquacoltura dell'Emilia-Romagna, il percorso promosso dalla Regione nell'ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027 per costruire una strategia condivisa sul futuro del comparto.

Un confronto che coinvolgerà direttamente imprese e cooperative, associazioni di rappresentanza, consorzi, marinerie, operatori della trasformazione e della commercializzazione, mercati ittici, enti locali, università e centri di ricerca, con l'obiettivo di trasformare le esigenze raccolte sui territori in indicazioni utili per le politiche regionali, nazionali ed europee dei prossimi anni.

 

Il calendario prevede tre appuntamenti lungo la costa. Si parte venerdì 25 settembre a Goro, alle 9.30 nella Sala consiliare del Comune, con un incontro dedicato all'acquacoltura tra cambiamento climatico e specie invasive. Il 9 ottobre a Cesenatico, sempre alle 9.30 al Museo della Marineria, il confronto sarà incentrato sulle strategie per il futuro della pesca regionale. Chiusura il 27 novembre a Rimini, nella Sala Ressi del Teatro Galli, con un approfondimento sul ruolo dei contributi comunitari e sulla futura programmazione europea 2028-2034.

 

Proprio il tema delle risorse rappresenta uno dei passaggi più rilevanti per il sistema produttivo. La Regione mette oggi in campo circa 40 milioni di euro attraverso il Feampa 2021-2027, mentre il confronto sulla programmazione successiva al 2027 apre una fase decisiva per la capacità delle imprese di continuare a investire in innovazione, sostenibilità e competitività.

 

Il settore regionale ha un peso significativo. Nel 2025 la filiera contava 2.597 imprese e 4.415 addetti, mentre nel 2024 società di capitali e cooperative della pesca e dell'acquacoltura hanno generato complessivamente oltre un miliardo di euro di ricavi e più di 87 milioni di valore aggiunto. Particolarmente rilevante il ruolo dell'acquacoltura marina, dove l'Emilia-Romagna concentra il 25,6% dei ricavi nazionali.

 

I dati mostrano però anche una filiera in forte trasformazione. Tra il 2014 e il 2024 le unità locali della pesca marina sono diminuite del 39,9% e gli addetti del 26,2%, mentre nell'acquacoltura marina sono cresciuti rispettivamente del 38,5% e del 47,6%. Restano inoltre centrali le difficoltà della piccola pesca, alle prese con riduzione dei ricavi, minore capacità di investimento, invecchiamento degli operatori e problemi di ricambio generazionale.

 

A pesare sono anche gli effetti del cambiamento climatico e delle emergenze ambientali, dal granchio blu all'anossia e alla mucillagine. Negli ultimi anni la Regione ha destinato 5 milioni di euro a interventi per contrastare queste calamità, ma l'assessore regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca Alessio Mammi ha richiamato anche la necessità di strumenti nazionali più stabili per proteggere le aziende e sostenere il loro reddito.

 

"La pesca e l'acquacoltura sono lavoro, imprese, competenze, sicurezza alimentare, presidio del territorio e identità delle comunità costiere", ha sottolineato il presidente della Regione Michele de Pascale, evidenziando la necessità di garantire al settore risorse certe e direttamente accessibili anche nella futura programmazione europea.

 

Gli Stati generali serviranno dunque a mettere a sistema le esigenze espresse dagli operatori e i dati del rapporto conoscitivo realizzato con il supporto tecnico di ART-ER, individuando priorità condivise su temi che vanno dalla redditività all'innovazione, dalla sostenibilità ai mercati, fino al ricambio generazionale.

 

Per il mondo cooperativo il percorso assume un rilievo particolare: pesca, acquacoltura e molluschicoltura rappresentano comparti nei quali la forma cooperativa continua a svolgere un ruolo essenziale nell'organizzazione delle produzioni, nella capacità di investimento e nella tenuta economica e sociale delle comunità costiere. Il confronto avviato dalla Regione offre quindi uno spazio importante per portare nelle future politiche le esigenze concrete delle imprese e dei territori.

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