EMILIA ROMAGNA, NEL 2026 LA CRESCITA PIÙ ALTA D'ITALIA

EMILIA ROMAGNA, NEL 2026 LA CRESCITA PIÙ ALTA D'ITALIA

Le previsioni di Unioncamere Emilia Romagna: PIL a +0,8% nel 2026 e +0,5% nel 2027. Trainano investimenti, occupazione e la capacità del sistema economico regionale di adattarsi ai cambiamenti.

mercoledì 22 luglio 2026

L'Emilia Romagna sarà la regione italiana con la crescita economica più elevata nel 2026 e nel 2027. È quanto emerge dalle previsioni elaborate dall'Ufficio Studi di Unioncamere Emilia Romagna sulla base degli Scenari per le economie locali realizzati da Prometeia.

Secondo l'analisi, il PIL regionale crescerà dello 0,8% nel 2026, un valore di appena un decimo inferiore a quello previsto per l'intera area euro, mentre nel 2027 è atteso un incremento dello 0,5%, risentendo dell'esaurimento dell'effetto propulsivo degli investimenti legati al PNRR.

 

In uno scenario internazionale caratterizzato da forti incertezze – tra tensioni geopolitiche, politiche commerciali sempre più protezionistiche, rallentamento della domanda cinese e criticità nelle catene di approvvigionamento – il risultato dell'Emilia Romagna viene interpretato come la conferma della capacità del sistema economico regionale di adattarsi ai cambiamenti e continuare a creare valore.

 

Tra gli indicatori più significativi spicca la dinamica degli investimenti, previsti in crescita del 2,8% nel 2026, dato che colloca ancora una volta la regione al primo posto in Italia. Più lenta, invece, la ripresa delle esportazioni: nel 2026 l'aumento atteso è dello 0,6%, ancora condizionato dai dazi e dalle tensioni internazionali, mentre nel 2027 è prevista un'accelerazione al 3,3%.

 

Sul fronte dei settori produttivi, il valore aggiunto dell'agricoltura è previsto in crescita del 2,6% nel 2026, dopo il pesante calo registrato nel 2025 (-6%), mentre le costruzioni aumenteranno dell'1,5%, sostenute dal completamento degli interventi finanziati dal PNRR. Tornano inoltre a crescere anche industria (+0,5%) e servizi (+0,6%).

 

Positive anche le prospettive del mercato del lavoro. Le unità di lavoro sono previste in aumento dello 0,9%, il tasso di occupazione si manterrà al 71,5%, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 3,7%. Un dato che conferma come, in Emilia Romagna, la principale criticità sia ormai la difficoltà di reperire lavoratori piuttosto che creare nuova occupazione.