Alessandro Galbusera è il nuovo presidente di Confcooperative Habitat. L’elezione è avvenuta a Roma nel corso dell’assemblea nazionale della federazione che rappresenta 855 cooperative, oltre 56.800 soci e 810 persone occupate, per un fatturato aggregato di 339 milioni di euro.
Milanese, 62 anni, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, Galbusera opera da oltre vent’anni nel mondo della cooperazione edilizia. È presidente e coordinatore di iniziative promosse dal Consorzio Cooperative Lavoratori, di cui è vicepresidente, e fa parte della presidenza delle Acli di Milano con delega alle politiche dell’abitare.
«Per l'abitare la cooperazione è il modello più idoneo a interpretare i bisogni. Oggi la sfida strutturale si gioca su due fronti: da un lato la complessità delle aree urbane, dall'altro i luoghi fragili, sostenendo le cooperative di comunità come presidio contro l'abbandono. Le cooperative sono la risposta per entrambe le dimensioni», ha dichiarato il neo presidente.
L’assemblea è stata anche l’occasione per una riflessione sul tema della casa e sulle crescenti difficoltà di accesso all’abitare nelle principali città italiane. Nella sua relazione conclusiva, il presidente uscente Alessandro Maggioni ha evidenziato come gli strumenti oggi in campo non siano sufficienti a rispondere all’emergenza abitativa.
«Anche applicando lo sconto del 33% sui canoni di mercato previsto dal Piano Casa, un appartamento a Milano rimarrebbe a circa 180 euro al metro quadrato all’anno, quasi il doppio della soglia di sostenibilità per insegnanti, infermieri e lavoratori essenziali. A Roma la situazione è analoga, mentre a Bologna il margine si riduce ma resta insufficiente nelle aree a maggiore tensione abitativa», ha spiegato Maggioni.
Secondo il presidente uscente, la cooperazione può rappresentare uno strumento fondamentale per rendere più efficaci le politiche pubbliche sull’abitare, ma è necessario affrontare con decisione il tema della rendita immobiliare e fondiaria.
«Dal secondo Dopoguerra a oggi le cooperative di abitanti hanno consegnato alloggi a quasi un milione di famiglie italiane, sia in proprietà sia in affitto, realizzando abitazioni a costi inferiori del 20-30% rispetto ai prezzi di mercato. La cooperazione può aiutare l’efficacia delle politiche per la casa, ma occorre mettere in discussione il dominio della rendita e costruire strumenti realmente collegati alla capacità economica delle famiglie».
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle cooperative di comunità, considerate una delle esperienze più innovative sviluppate negli ultimi anni per contrastare lo spopolamento e la perdita di servizi nelle aree interne.
«Le cooperative di comunità sono l’esempio concreto di come i cittadini possano organizzarsi per rispondere ai bisogni quando le istituzioni latitano o il mercato si ritrae. In molti territori rappresentano una risposta reale al rischio di desertificazione sociale ed economica. Per questo è necessario arrivare quanto prima all’approvazione della legge quadro nazionale, ferma da tre anni, che possa sostenerne e promuoverne lo sviluppo», ha concluso Maggioni.
Con l’elezione di Galbusera, Confcooperative Habitat si prepara dunque ad affrontare una nuova fase, mantenendo al centro della propria azione i temi dell’abitare accessibile, della rigenerazione urbana e del rafforzamento delle cooperative di comunità come strumenti di sviluppo locale e coesione sociale.
Ascolta l'intervista del neo presidente Galbusera a GR Confcooperative QUI