CONFCOOPERATIVE HABITAT ER, MARCO GALANTE RICONFERMATO PRESIDENTE

CONFCOOPERATIVE HABITAT ER, MARCO GALANTE RICONFERMATO PRESIDENTE

L’assemblea regionale conferma la guida della Federazione in una fase di crescita del sistema cooperativo. Al centro del confronto emergenza abitativa, edilizia residenziale sociale, Cooperative di Comunità e sviluppo dei territori.

martedì 12 maggio 2026

In una fase segnata da una crescente emergenza abitativa e da sempre maggiori difficoltà di accesso alla casa per famiglie, giovani e lavoratori, la cooperazione di abitazione rafforza il proprio ruolo sociale ed economico in Emilia-Romagna. È questa la fotografia emersa dall’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Emilia Romagna, svoltasi oggi al Palazzo della Cooperazione di Bologna e conclusasi con la riconferma di Marco Galante alla presidenza della Federazione regionale, che riunisce le cooperative di abitanti e le cooperative di comunità.

 

Nel quadriennio appena concluso, Confcooperative Habitat Emilia Romagna ha registrato una crescita del 60% degli addetti, arrivati oggi a quota 130, insieme ad un incremento del 5% del numero di cooperative aderenti, che salgono a oltre 60 realtà associate. La Federazione rappresenta inoltre 14.413 soci e un volume di fatturato superiore ai 33 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2021. L’assemblea, dal titolo La giusta misura. Case, cooperative e luoghi nella nuova stagione delleconomia sociale, ha rappresentato un momento di confronto sul ruolo della cooperazione di abitanti e delle cooperative di comunità nell’affrontare le trasformazioni economiche, sociali e territoriali della regione, a partire proprio dal tema della casa accessibile e dell’edilizia residenziale sociale (ERS).

 

“Viviamo una fase in cui il diritto alla casa è tornato ad essere una grande questione sociale, economica e territoriale – ha sottolineato il riconfermato Galante nella sua relazione –. Le pure logiche di mercato da un lato e l’intervento pubblico a sé stante dall’altro, non sono più sufficienti a rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità. Per questo il modello cooperativo e l’economia sociale possono rappresentare una risposta concreta, capace di tenere insieme accessibilità abitativa, coesione sociale e sviluppo dei territori”. Nato a Modena, classe 1962 (64 anni), Marco Galante è Direttore della Cooperativa Unioncasa di Modena, nonché Vicepresidente di Confcooperative Habitat nazionale.

 

Nel corso della mattinata sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Paglia, assessore della Regione Emilia-Romagna alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili, Davide Baruffi, assessore regionale a Programmazione strategica e Attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne, il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza, il presidente nazionale di Confcooperative Habitat Alessandro Maggioni e il vicepresidente nazionale e coordinatore del settore Cooperative di Comunità Alessandro Cardinali.

 

Galante ha dedicato ampio spazio alla necessità di rafforzare l’offerta di edilizia residenziale sociale e accessibile, evidenziando le difficoltà crescenti per giovani, famiglie e lavoratori nell’accesso alla casa, soprattutto nei grandi centri urbani. Al centro della relazione anche il tema del partenariato tra pubblico, cooperazione ed economia sociale per incrementare rapidamente l’offerta di alloggi a prezzi calmierati, oltre alla necessità di valorizzare gli strumenti previsti dal Piano europeo degli alloggi accessibili. “Non esistono soluzioni uniche o miracolose all’emergenza abitativa – ha aggiunto –. Serve invece una pluralità di azioni e strumenti, capaci di mettere insieme istituzioni, territori e soggetti dell’economia sociale. Le cooperative possono svolgere un ruolo decisivo proprio per la loro capacità di generare valore sociale e non mera estrazione di valore economico”.

 

Il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza ha sottolineato il ruolo sempre più strategico della cooperazione dell’abitare all’interno delle politiche territoriali e dell’economia sociale. “Il lavoro portato avanti in questi anni dalla Federazione dimostra come il modello cooperativo possa essere uno strumento concreto di sviluppo territoriale e coesione sociale, soprattutto in una fase segnata da forti disuguaglianze e difficoltà di accesso alla casa. Il tema dell’abitare riguarda oggi anche la tenuta delle comunità e il futuro delle aree interne: dobbiamo essere protagonisti della rigenerazione e della ripresa di questi territori fondamentali per la nostra regione e il Paese. Le Cooperative di Comunità sono in questo senso uno strumento importantissimo che speriamo possa essere affiancato anche dal modello dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG)”.

 

Tra i temi centrali del confronto proprio il ruolo delle Cooperative di Comunità, considerate uno degli strumenti più innovativi per contrastare spopolamento, desertificazione sociale e carenza di servizi nei territori marginali e montani. Un modello capace di mettere in relazione abitare, welfare, servizi di prossimità, attività produttive e coesione sociale. Oggi il sistema di Confcooperative Habitat Emilia Romagna conta 31 cooperative di comunità attive, con 944 soci, 95 occupati e un valore della produzione pari a 5,5 milioni di euro. Una presenza diffusa soprattutto nelle aree interne e montane della regione.

 

Nel corso dell’assemblea è stata inoltre ribadita la necessità di rafforzare il ruolo dell’economia sociale nelle politiche abitative e territoriali, anche attraverso strumenti capaci di sostenere l’edilizia residenziale sociale, la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato. Un confronto che si inserisce anche nel più ampio dibattito nazionale ed europeo sul diritto alla casa e sugli strumenti per garantire alloggi accessibili. 

 

“La situazione che vediamo oggi in Emilia-Romagna, soprattutto nelle grandi città, è molto simile a quella che sta vivendo il resto del Paese. Da Milano a Roma, fino a Bologna, cresce la polarizzazione tra chi ha accesso alla casa e chi invece fatica sempre di più a trovarne una a costi sostenibili, mentre la finanziarizzazione dell’abitare rischia di trasformare case e città esclusivamente in un mercato. – questa la panoramica tracciata dal presidente di Confcooperative Habitat Nazionale, Alessandro Maggioni -. In questo quadro l’Emilia-Romagna continua a rappresentare una delle capitali della cooperazione italiana e un laboratorio particolarmente importante anche per il futuro dell’abitare cooperativo. La cooperazione può e deve rappresentare una risposta ancora più attuale, a condizione di saper coniugare capacità imprenditoriale e fedeltà ai propri valori fondativi. Le cooperative sono imprese a tutti gli effetti, ma sono anche strumenti capaci di produrre coesione sociale e risposte concrete ai bisogni delle persone. Per questo credo che ci sia ancora un grande futuro per la cooperazione dell’abitare, in Emilia-Romagna come nel resto del Paese”.

 

Ampio spazio è stato dedicato anche al percorso di confronto e collaborazione sviluppato in questi anni con la Regione Emilia-Romagna sui temi dell’abitare sociale, dell’edilizia residenziale sociale (ERS) e del sostegno alle comunità territoriali. Un dialogo che la Federazione considera strategico per costruire strumenti sempre più efficaci e risposte concrete ai bisogni abitativi emergenti.

 

“Il mondo delle cooperative di abitazione ha una grande storia nella nostra regione, un forte valore sociale ma soprattutto un grande futuro – ha dichiarato l’assessore alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia -. In una fase segnata da una crisi abitativa sempre più evidente, rilanciare modelli cooperativi, di condivisione e collaborazione nell’abitare può rappresentare uno degli strumenti più importanti che abbiamo non solo per garantire il diritto alla casa, ma anche per rafforzare e rivitalizzare le nostre comunità”.  

 

“Il tema delle aree montane è fondamentale per la nostra regione e le Cooperative di Comunità rappresentano in questo senso uno strumento importante di rigenerazione sociale, economica e territoriale. I bandi regionali ci stanno dando risultati sempre più soddisfacenti e la nostra legge sulle Cooperative di Comunità sta funzionando bene, come dimostra il numero crescente di realtà che chiedono di entrare nell’albo regionale e partecipare ai percorsi di sostegno attivati dalla Regione. Sono esperienze che, pur tra molte difficoltà, riescono a creare servizi, opportunità e nuove forme di coesione nelle comunità locali – ha ribadito Davide Baruffi, assessore a Programmazione strategica e Attuazione del programma, Programmazione fondi europei, Bilancio, Patrimonio, Personale, Montagna e aree interne della Regione Emilia-Romagna -. Possiamo certamente migliorare ancora, ma oggi manca soprattutto una cornice nazionale che riconosca pienamente il valore delle Cooperative di Comunità anche dal punto di vista fiscale e amministrativo. Credo che proprio dall’Emilia-Romagna possa partire una proposta in questa direzione, anche grazie al lavoro sviluppato in questi anni dal mondo cooperativo e da Confcooperative”.