VINITALY, DREI: “NO AD ALLARMISMI, IL CONSUMO MODERATO È PARTE DELLA DIETA”

VINITALY, DREI: “NO AD ALLARMISMI, IL CONSUMO MODERATO È PARTE DELLA DIETA”

Al Vinitaly il confronto promosso da Confcooperative Fedagripesca con il contributo scientifico dell’Università di Milano

mercoledì 15 aprile 2026

Il tema del rapporto tra vino e salute richiede un approccio fondato su rigore scientifico e consapevolezza. È quanto emerso nel corso del talk “Vino, alimentazione e salute: questione di stile”, organizzato da Confcooperative Fedagripesca al Vinitaly 2026 di Roma, con la partecipazione del sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, e del viceministro dell’Economia, Maurizio Leo.

A portare il contributo scientifico è stato il professor Alberto Battezzati, ordinario di Fisiologia presso l’Università di Milano e direttore dell’Unità operativa di Nutrizione clinica dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, che ha sottolineato come “il tema dei rischi per la salute correlati al consumo di vino richiede estrema cautela. È fondamentale distinguere tra gli effetti delle singole sostanze e l’impatto di un alimento inserito in un regime alimentare completo”.

 

Secondo Battezzati, “sebbene l’alcol sia una sostanza tossica presente nel vino, le evidenze scientifiche complessive non giustificano la messa al bando del vino stesso; al contrario, esistono numerosi studi a favore del vino inteso come alimento parte integrante della dieta mediterranea”. Un elemento centrale è il contesto di consumo: “Un bicchiere di vino consumato da adulti all’interno di uno stile di vita equilibrato produce effetti diversi rispetto a modalità di consumo sregolate, come il binge drinking tra i giovani. In assenza di abuso e di condizioni cliniche, l’assunzione moderata di vino mostra benefici, in particolare a livello cardiovascolare”.

 

Sulla stessa linea il presidente di Confcooperative Fedagripesca, Raffaele Drei, che ha richiamato la necessità di contrastare messaggi fuorvianti: “È fondamentale continuare a contrastare, con il rigore della scienza, etichette allarmistiche che minano l’immagine del settore e disinformano i consumatori. L’abuso è certamente dannoso, ma il consumo moderato e consapevole è parte della nostra identità e del nostro benessere alimentare”.

 

Drei ha inoltre sottolineato il valore culturale del vino nel contesto della tradizione italiana: “A maggior ragione ora che la cucina italiana ha ricevuto il riconoscimento come patrimonio Unesco per il suo valore legato al benessere della persona, non si può scorporare il vino considerandolo un prodotto dannoso. Inserito in un regime alimentare equilibrato, rappresenta un elemento distintivo e positivo”.

 

I numeri di Confcooperative

266 cantine e consorzi cooperativi, 100.000 soci viticoltori, 5,2 miliardi di euro di fatturato aggregato di cui 1,8 generato dall’export. Sono 100 le cantine e i consorzi con valore della produzione superiore a 10 milioni di euro. Nell’ultimo anno le cooperative vitivinicole hanno investito 395 milioni di euro in sostenibilità ambientale.

 

Nella foto: da sinistra il presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il sottosegretario Masaf Patrizio La Pietra, il professor Alberto Battezzati.