TRANSIZIONE 5.0, CONFCOOPERATIVE: “SEGNALI IMPORTANTI DAL GOVERNO”

TRANSIZIONE 5.0, CONFCOOPERATIVE: “SEGNALI IMPORTANTI DAL GOVERNO”

Al Mimit confronto con Urso, Foti e Leo: segnali positivi dal Governo ma resta centrale la stabilità normativa

martedì 7 aprile 2026

Le proposte avanzate dal Governo sul Piano Transizione 5.0 rappresentano “un primo importante segnale nell’interesse delle imprese per il raggiungimento degli obiettivi di transizione”. È la posizione espressa da Confcooperative al termine dell’incontro svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza del ministro Adolfo Urso, del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti e del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo.

Al centro del confronto, la necessità di garantire certezze alle imprese che hanno già avviato investimenti nell’ambito del piano. “È importante per le imprese che hanno avviato impianti, firmato contratti e pagato fornitori e che hanno agito nell’affidamento delle promesse del Governo, non potrebbero sostenere un taglio del 65% su investimenti già realizzati”, sottolinea Confcooperative, evidenziando come la stabilità normativa sia fondamentale in una fase segnata da forti incertezze geopolitiche ed economiche.

 

Particolare preoccupazione riguarda le cosiddette imprese “esodate”, circa 7.400 realtà che rischiano una significativa riduzione del credito d’imposta originariamente previsto. In questo contesto, Confcooperative ha ribadito la necessità di garantire il pieno riconoscimento degli incentivi per gli investimenti già completati entro il 31 dicembre 2025, utilizzando le risorse residue disponibili per colmare il divario.

 

Tra i temi sollevati anche quello legato agli investimenti in energie rinnovabili. L’esclusione di impianti fotovoltaici e sistemi di stoccaggio energetico viene considerata incoerente rispetto agli obiettivi della transizione, con la richiesta di reintegrare questa componente almeno per le imprese che hanno già concluso le procedure entro i primi mesi del 2026.

 

Guardando oltre le misure immediate, Confcooperative ha sottolineato l’urgenza di costruire un quadro stabile e prevedibile per gli incentivi all’innovazione. Tra le priorità indicate vi sono la definizione di risorse certe prima dell’avvio delle misure, tempi rapidi per i decreti attuativi, semplificazione delle procedure e maggiore accessibilità per le PMI. Fondamentale anche garantire una continuità degli strumenti oltre il PNRR, evitando modifiche retroattive che rischiano di compromettere la fiducia delle imprese e frenare gli investimenti.

 

Infine, è stata avanzata la proposta di istituire un tavolo permanente di confronto tra Governo, associazioni di rappresentanza e GSE, per accompagnare in modo strutturato il percorso di transizione e rafforzare il dialogo con il sistema produttivo.

 

Ascolta l’intervento del presidente Gardini a GR Confocooperative: QUI!