AGROALIMENTARE E PESCA, CONFERMA PER ELISA CUGINI

AGROALIMENTARE E PESCA, CONFERMA PER ELISA CUGINI

All’assemblea regionale presentata la ricerca Nomisma: cooperative al 39% dell’industria alimentare, focus su export, competitività e futuro del settore

venerdì 27 marzo 2026

Con 500 imprese cooperative che generano un fatturato di 16,1 miliardi di euro, pari al 39% dell’industria alimentare regionale, la cooperazione agroalimentare dell’Emilia-Romagna si conferma un pilastro del sistema economico e produttivo. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Nomisma per Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna, presentata il 27 marzo 2026 al Savoia Hotel Regency di Bologna, in occasione dell’assemblea regionale della Federazione.

 

L’assemblea, intitolata “Competitività, giovani, cooperazione: strategie per dare valore all’agroalimentare italiano”, si è conclusa con la conferma all’unanimità di Elisa Cugini (nella foto in copertina) alla presidenza di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna, che guiderà per i prossimi quattro anni una realtà composta da 365 cooperative, quasi 50.000 soci agricoli e oltre 20.000 addetti

“I dati confermano quanto la cooperazione sia la via maestra per rafforzare il ruolo di agricoltori e pescatori nella filiera agroalimentare, generando valore e consentendo di pianificare gli investimenti per rispondere ai mercati internazionali” ha sottolineato Cugini, evidenziando come le cooperative abbiano costruito la propria competitività su aggregazione, internazionalizzazione, programmazione e innovazione. Allo stesso tempo, ha richiamato la necessità di mettere le imprese nelle condizioni di produrre, a fronte di cambiamenti climatici ed emergenze fitosanitarie che mettono a rischio la capacità produttiva.

 

I dati illustrati da Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, evidenziano un sistema cooperativo strutturato e competitivo: imprese di dimensione media più elevata rispetto alla media nazionale, forte presenza tra le principali realtà agroalimentari regionali e una capacità occupazionale superiore rispetto alle imprese di capitali. In un contesto regionale che vale oltre 31 miliardi di produzione alimentare e 11,6 miliardi di export, la cooperazione si conferma un elemento chiave anche nella crescita delle esportazioni, trainata in particolare dai settori lattiero-caseario, carni e ortofrutta

 

Nel corso della giornata sono intervenuti, tra gli altri, Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, e Raffaele Drei, presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, insieme al presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza, che ha sottolineato il ruolo centrale del modello cooperativo nel tenere insieme mercato, sostenibilità e giusta remunerazione dei soci.

 

Ampio spazio anche al confronto tra imprese nella tavola rotonda moderata da Maicol Mercuriali, con gli interventi di Aristide Castellari (Agrintesa), Carlo Dalmonte (Caviro), Riccardo Deserti (Consorzio Parmigiano Reggiano), Gianpiero Calzolari (Granarolo) e Paolo Lombardi (Orogel), che hanno portato esperienze e visioni su temi come aggregazione, innovazione, sostenibilità, mercati internazionali e ricambio generazionale.