Nel terzo trimestre 2025 l’export dell’Emilia-Romagna torna a crescere, segnando un +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 e attestandosi a 20.162,6 milioni di euro, pari al 12,9% dell’export nazionale. È quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna su dati Istat, che confermano la regione come seconda in Italia per quota di esportazioni, alle spalle della Lombardia e davanti a Toscana, Veneto e Piemonte. Una dinamica positiva ma più contenuta rispetto al +6,6% registrato a livello nazionale, in un contesto che resta caratterizzato da forti differenze territoriali e settoriali.
A sostenere la ripresa sono soprattutto l’agroalimentare e la meccanica. L’industria alimentare e delle bevande cresce dell’8,7%, superando i 2.514 milioni di euro e offrendo il principale contributo positivo alla dinamica regionale. Ancora più marcato l’incremento dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, che segna un +10,2%. Bene anche il comparto della metallurgia e dei prodotti in metallo, con un +6% complessivo e un vero balzo dei prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature, che aumentano del 18,4%. Il settore dei macchinari e apparecchiature, che da solo rappresenta il 26,6% dell’export regionale, interrompe la fase negativa avviata nel 2024 e torna in territorio positivo con un +2%, generando il secondo contributo alla crescita complessiva.
Permangono invece criticità in alcuni comparti strategici. Le industrie della moda registrano un -5,4%, con la pelletteria in forte sofferenza (-10,1%) e l’abbigliamento a -4,4%, mentre i mezzi di trasporto segnano una nuova flessione del -2,8%. In calo anche il settore chimico-farmaceutico e delle materie plastiche (-5%), penalizzato soprattutto dalla contrazione dei prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-10,6%). Segnali di tenuta arrivano invece dalla lavorazione dei minerali non metalliferi (+0,5%) e dalle altre industrie manifatturiere, che crescono del 13,3%.
Dal punto di vista geografico, l’Europa si conferma mercato di riferimento: due prodotti su tre esportati dall’Emilia-Romagna sono destinati a un Paese europeo. Le vendite verso l’Unione europea a 27 crescono del 6,6%, con un’accelerazione ancora più marcata nei mercati dell’area euro (+7,3%). Spicca il recupero della Germania, che segna un +11,6% e si conferma primo mercato di sbocco regionale. Andamento positivo anche in Francia (+2,5%) e in Spagna (+1,1%), mentre tra i mercati “minori” emergono l’eccezionale crescita dell’Olanda (+32,6%) e l’accelerazione in Polonia (+10,9%). Restano in flessione il Regno Unito (-3,5%) e la Turchia (-7,1%).
Più complesso il quadro extraeuropeo. Le esportazioni verso le Americhe calano dell’8,8%, con il mercato degli USA in contrazione del 10,8%, mentre il Canada registra un lieve aumento. In Asia il dato complessivo segna -2,1%, ma con dinamiche divergenti: crescono le vendite nel Medio Oriente (+9%), in particolare negli Emirati Arabi Uniti (+21,5%), così come in India (+12,9%) e in Giappone (+12%). Continua invece la flessione verso Cina, Hong Kong e Macao (-11,9%). Positiva, infine, la dinamica dell’export verso l’Africa, in aumento dell’11,3%, sostenuta sia dall’area settentrionale sia da quella centro-meridionale.