UNIONCAMERE EMILIA ROMAGNA: NEL 2025 +1.604 IMPRESE

UNIONCAMERE EMILIA ROMAGNA: NEL 2025 +1.604 IMPRESE

I dati Unioncamere sull’andamento della demografia d’impresa regionale confermano il miglior risultato degli ultimi tre anni

lunedì 2 febbraio 2026

Nel 2025 l’Emilia-Romagna registra un saldo positivo di +1.604 imprese, il migliore degli ultimi tre anni. È quanto emerge dalle elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna sui dati Movimprese, riferiti al 31 dicembre 2025 e derivanti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio. A fronte di 24.017 nuove iscrizioni, in calo rispetto all’anno precedente, si sono contate 22.413 cessazioni, diminuite in modo più marcato e mai così contenute nell’ultimo triennio. Il risultato complessivo è una crescita dello 0,37%, che porta a 428.845 il numero totale delle sedi di impresa con sede in regione.

Nel confronto con le aree limitrofe, la dinamica regionale risulta più contenuta rispetto a Lombardia e Trentino-Alto Adige, ma in linea o leggermente superiore a Veneto, Liguria e Toscana, e migliore rispetto al Piemonte. Un quadro che restituisce un tessuto produttivo complessivamente resiliente, pur in un contesto economico ancora caratterizzato da forti trasformazioni settoriali.

 

L’analisi per comparti economici conferma il proseguire della concentrazione delle imprese in alcuni settori tradizionali. L’agricoltura, silvicoltura e pesca segnano infatti un saldo negativo di -1.065 imprese (-2,1%), determinato soprattutto dalla riduzione delle attività agricole e dalla più rapida flessione della pesca e acquacoltura. Anche l’industria chiude l’anno in lieve contrazione, con -324 imprese (-0,72%), scendendo a 44.126 unità. All’interno della manifattura spicca però la crescita della riparazione e manutenzione di macchine, mentre restano in difficoltà comparti chiave come la moda, la fabbricazione di macchinari e le industrie alimentari.

 

Di segno opposto l’andamento delle costruzioni e dei servizi. Il settore edile registra un saldo positivo di +607 imprese (+0,9%), arrivando a 68.551 imprese, trainato soprattutto dalle attività di costruzione specializzate, più attive nelle ristrutturazioni e nei piccoli interventi. Ancora più rilevante il contributo dei servizi, che con +2.118 imprese (+0,8%) raggiungono 251.345 unità, pari al 58,6% del totale regionale. Al loro interno continua la riduzione del commercio, sia all’ingrosso sia al dettaglio, mentre crescono in modo deciso le attività finanziarie e assicurative, i servizi alle imprese, le attività immobiliari e professionali. Positivo anche il comparto di alloggio e ristorazione, così come i servizi alla persona.

Dal punto di vista della forma giuridica, prosegue il rafforzamento strutturale del sistema produttivo regionale. Le società di capitali aumentano di 3.852 unità (+2,9%), a fronte di una riduzione delle società di persone e delle ditte individuali. In lieve calo anche le imprese costituite in altre forme, prevalentemente cooperative e consorzi, un dato che invita a una riflessione sul contesto in cui opera il sistema cooperativo.