“L’IMPRESA DELLE DONNE”, 20 ANNI DELLA COMMISSIONE

“L’IMPRESA DELLE DONNE”, 20 ANNI DELLA COMMISSIONE

Dati, proposte e testimonianze al centro dell’evento promosso da Confcooperative. Presente anche una delegazione di Confcooperative Emilia Romagna

giovedì 29 gennaio 2026

“Il 61% degli occupati sono donne, il 40% dei soci è al femminile e la presenza negli organi di governance raggiunge il 26,5%, dieci punti percentuali sopra la media delle altre forme d'impresa”. I numeri del sistema cooperativo sono stati al centro dell’evento “L’impresa delle donne”, svoltosi il 28 gennaio presso il Palazzo della Cooperazione di Roma, in occasione dei vent’anni di attività della Commissione Donne CooperAzione di Confcooperative. A tracciare il bilancio è stata Alessandra Rinaldi, presidente della Commissione, che ha richiamato il valore di un modello capace di produrre risultati concreti in un Paese “ancora in forte ritardo sul fronte dell’occupazione femminile e della parità salariale”.

Il confronto ha evidenziato il gap italiano rispetto al contesto europeo. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 52,5%, contro una media UE superiore al 65%, mentre il divario retributivo raggiunge il 29,1%, con una differenza annua di circa 8.000 euro a favore degli uomini. Il Global Gender Gap Index 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia all’85° posto mondiale, con sei posizioni perse dal 2023. “Due decenni di politiche del lavoro non hanno inciso su una stratificazione che penalizza le donne, dalla concentrazione nei settori a bassa valorizzazione economica alla rarefazione dei ruoli decisionali”, ha analizzato Rinaldi.

 

A questo quadro si è affiancata la riflessione sulla crisi demografica e sul peso del lavoro di cura, che continua a gravare prevalentemente sulle donne. Meno di 400.000 nascite annue, una donna su quattro costretta a lasciare il lavoro per assistere familiari e circa 2,4 milioni di inattive delineano uno scenario che incide sulla sostenibilità del sistema Paese. In controtendenza, le cooperative a guida femminile mostrano tassi di sopravvivenza più elevati e una maggiore propensione all’innovazione sociale, operando in ambiti strategici come sanità, servizi socio-educativi, agricoltura sostenibile e transizione digitale. “Non sono numeri da esibire, ma evidenze di un sistema che realizza condizioni più eque”, ha sottolineato Rinaldi, richiamando il pay-off dell’ONU che ha proclamato il 2025 Anno Internazionale delle Cooperative: “Building a better world”.

 

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dei centri antiviolenza. Le cooperative sociali aderenti a Confcooperative assistono oltre 3.000 persone tra donne e minori vittime di violenza, su un totale nazionale compreso tra 65.000 e 67.000 casi. La proroga dell’adeguamento ai requisiti minimi ha evitato la chiusura di servizi attivi da anni, ma “si tratta di una soluzione provvisoria – ha avvertito Rinaldi – serve un intervento strutturale che garantisca continuità operativa e standard di qualità adeguati, in linea con la Convenzione di Istanbul”.

 

All’evento ha partecipato anche una delegazione di Confcooperative Emilia Romagna, guidata dalla presidente Ilena Donelli e dall’ex presidente Anna Piacentini, insieme alla professoressa Lorella Franzoni, presidente del Master in Medicina di Genere dell’Università di Parma. “Un evento importante che ha celebrato la storia della Commissione Donne Cooperazione – ha dichiarato Donelli – un momento di confronto tra politica e rappresentanza per costruire una visione di futuro in cui l’impresa al femminile continui a creare valore sociale”.

 

Ascolta qui il commento della presidente Alessandra Rinaldi a GR Confcooperative.
 

Ascolta qui l’intervento a GR Confcooperative di Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità.